silent night

Questa notte abbiamo dormito.
Applausi.

milk revolutions

Birra, tisana, acqua, latte, semolino, minestrine, verdura, legumi, carne e pesce ma non cavolo, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, spezie in genere, cibi fritti, insaccati di maiale, formaggi fermentati, crostacei , molluschi, selvaggina, cioccolata e pasticceria elaborata (?), superalcolici, vino ( non piu' di un bicchiere a pasto), caffè non decaffeinato, tè non deteinato (1-2 tazzine al giorno), fragole ciliege, pesche, albicocche, uva e frutta esotica.
Bleah. 
- Quanti ne ha presi?
- settanta
- ci riprovo?
- prova a vedere se ne prende altri dieci
- ok
...
- Niente.
- Niente? La ri-peso.
- ...senza fargli fare il ruttino, così pesa di più.
C'è un altro aspetto dell'allattamento che non avevo mai considerato prima.
Mi sono reso conto di avere un potere arcaico tra le mani.
L., quando Giorgina prende meno grammi del suo latte, mi guarda come una squaw farebbe con la responsabilità di nutrire il discendente del suo guerriero.
L'ho riconosciuto tra le pieghe della nostra storia.
(e mi piace)


nonna P.

il disegno di nonna P.Nonna P. è la madre di L., oggi è il suo compleanno.
Quando Giorgina è arrivata a casa, ci ha fatto trovare fiori e disegni.
Non andiamo d'accordo quasi su nulla, lei se ne andrebbe oggi stesso dall'Iraq, io ci farei andare tutti quanti, lei è in piena crisi anti-americana, è convinta che Andreotti abbia sbaciucchiato Riina e che il buon senso andrebbe instaurato per legge, io no. Quando la invitiamo a cena L. cerca di evitare i telegiornali.
E' una deliziosa signora convinta di essere aziana mentre io penso che stia vivendo una fantastica crisi adolescenziale.
Mi piace discutere con lei, ma lei crede che io faccia apposta a contraddirla su tutto.
Oggi è il suo compleanno, e ho firmato l'armistizio, tanti auguri P.


yaaaawn


sleepingStanotte non abbiamo dormito, come ieri notte, come l'altra notte ancora.
Si, insomma, da quando la microvacca è arrivata a casa, non abbiamo dormito più.
Un classico, la pupa ha scambiato il giorno per la notte.
Però stanotte è andata meglio, sapevo che non avrei dormito, e in fondo, vi dirò, trastullare quel corpo a maggioranza di guance, è pure divertente.
Lunedì tornerò a lavorare, L. dice che almeno mi riposerò, può darsi, certo è che, cara Giorgina, tutto si paga.
Quindi, se papà e mammina diventano nervosetti, la prima a scontarne le conseguenze sarai proprio tu.

Pupa avvertita, mezza salvata.


il mio regno per una bilancia

Da molto tempo ho scoperto di non amare la precisione, o meglio, di non apprezzare particolarmente ciò che è raggiungibile con un certo grado d'approssimazione.
Chiarisco.
Se una tavola di legno deve misurare 10 cm, non c'è strumento che possa garantirti l'esattezza del taglio, così, in sintesi, devi accontentarti delle approssimazioni e conoscere le tolleranze.
Posso accettare il concetto quando si ha a che fare con gli esseri umani, considero l'imprevedibilità un valore, ma disdegno fermamente la fallibilità degli strumenti che ci circondano, auto-relegandomi tra gli impratici.
Ieri L. si è accorta che la nostra bilancia (modernariato) era assolutamente inutilizzabile.
L'ho prontamente sostituita (roba da uomini) con un modello simile, sempre meccanico ma apparentemente più evoluto.
Balle, per leggere il peso devi chinarti e mentre Giorgina scalpita, devi decidere se rischiare di farla precipitare dal piatto o accontentarti della precisione di un metereologo televisivo.
Ok, bando al romanticismo, affidiamoci alla più certa elettronica.
Sorpresa, nessuna bilancia pesa-neonati, supera i dieci grammi di approssimazione, ti possono recitare il peso con perfetto accento bolognese, hanno il tasto per inviare i risultati al centro statistico più vicino, c'è il modello pieghevole ad energia solare da campeggio, ma delle variazioni minori di 10 grammi se ne fottono beatamente.
Ecco, la precisione è così, quando ti serve, interpola e non rompere, grazie, che può essere accettabile a patto che tu non ti trovi nella delicata condizione di avere un esserino urlante che non ti fa dormire da due giorni e che non sai se mangia o ti prende per il culo.
E se sommiamo, stanchezza, paura, naturale preoccupazione e un fastidiosissimo senso di responsabilità, può succedere, dico può, che tu dimentichi le naturali basi matematiche che regolamentano questo analogico universo.
Un chilo, mille grammi.
Quindi, 3,55 di quella cavolo di bilancia, altro non sono che 3550 (+- 10) grammi, e lei, l'esserino urlante, non ha assuno 7 grammi di preziossisimo latte, ma 70.
Cazzo, settanta.
Giorgina ti prego, facci dormire.


goodmorning

goodmorningUna bella giornata, serena e divertente.
Una nottata infernale, una tragedia.
Giorgina si è installata in casa, senza traumi particolari, abbiamo riposato insieme sul divano, L. ha fatto le sue cose e tutto ci faceva ben sperare.
Balle.
Era solo una tattica, dopo averci fatto tranquillamente cenare, quando siamo andati a letto, circa un minuto dopo aver spento la luce ha cominciato a piangere.
- non preoccuparti, non è abituata al buio
- dici?
- vedrai che ora smette.

Ha smesso verso le sei di mattina, ma solo perché stava facendo colazione.
Se qualcuno sa dove le hanno installato l'interruttore, lo dica, per pietà.

post-on-demand

nonnonardoIl padre di L. è una persona particolare, un buon amico che vive lontano, assediato da brume nevose e da torvi pensieri.
Ok.
Però questo blog non può trasformarsi in una mera esposizione fotografica a richiesta, quindi, caro nonnonardo, pubblico volentieri la tua foto con Giorgina, poi, o impari ad usare internet, o dovrai accontentarti di regolari spedizioni di cd.
E sia chiaro, gli autori di questo spazio prendono decisamente le distanze dalla sdolcinata che segue.
Ecco.

Martina Martina,
fà diventare L.
una "mammina"
falle sciogliere
il cipiglio severo
e falle dire
che non le sembra vero,
cancellale
lo sguardo corrucciato
falle capire
che un sogno si è avverato
falle sentire
quanto le appartieni
e promettile
anni sereni
sorridi
quando ti stacchi dal suo seno
placale la tua fame
e dille che sei
la più bella del reame.

nonnonardo (the far grandfather)


Giorgina go home

go to homeSopravvissuti alla buro-tecnocrazia sanitaria, siamo tornati a casa.
Stasera si festeggia, bistecca gigante, chianti, pastarelle, e se è vero che tutto quello che mangia L. mangia M., Giorgina, si potrà subito fare un'idea del vento che tira da queste parti.
Ah, si, quasi dimenticavo.
Qualcuno mi ha fatto notare che dopo tutto questo pippone inaudito sui nomi, scrivere qui solo M. potrebbe sembrare un pizzico altezzoso.
Si ma la privacy?
Ok, per una volta passi, M. sta per Martina.
Martina Giorgina (come potevamo altrimenti) Cora.


cos'è in fondo un nome?

Una cosa è certa, non riuscirò mai a resocontare fedelmente gli avvenimenti di questi giorni.
E' uno dei rari momenti in cui sono contento che esistano delle parole convenzionali come felicità, speranza, futuro, allegria, amore, dolcezza. Come in un quadro astratto, ognuno ci veda che quel sente, il resto è solo affanno.
Aver potuto condividere la nascita insieme a L. Lc. e G. è stato indescrivibile.
Finalmente la pupa innominata ne ha uno tutto suo, anzi tre, quindi da ora in poi Giorgina è da considerarsi un nickname, il suo, appunto, almeno quando non ne sceglierà uno da sola, magari in qualche chat zeppa di allupati, oddio, cambiamo discorso.
Dico finalmente perché almeno ci siamo liberati dell'assedio dei parenti, che unito a quello del personale ospedaliero cominciava a diventare insostenibile.
L. sta bene, anche se solo oggi comincia a riprendersi dai postumi della sbronza anestetica che gli hanno dovuto propinare, paragonabile solo alle siringhe che sparano ai rinoceronti imbizzarriti, l'aiuto anestesista ha serenamente affermato che se gli avesse dovuto somministrare qualcosa d'altro, invece che a casa, avremmo dovuto portarla in comunità.
Da ierisera, dopo un breve e sereno breefing con l'ex-gestante, è stato deciso, Giorgina si chiama M.
M. Giorgina Cora.
E' il suo terzo giorno di vita, il suo 45° grammo di latte (quella roba indecente che viene prima) e questa è la documentazione fotografica.



Domani ci dimettono tutti da quel cavolo di lagher pieno di gente vestita di bianco-verde e ce la porteremo a casa, anche perché dobbiamo presentarla a Jamming.


p.s.
Un ringraziamento particolare a Lc che per venire a trovare la sua nuova sorella (portandosi dietro la vecchia) ha sfidato una frizione bruciata e la sua ritrosia a guidare in città.


giorgina live


E' stata una lunga, lunga, lunghissima giornata.
Alle 09:06 spaccate, giorgina ha lallato.
Piccolo particolare, non ha ancora un nome definitivo, oramai è una leggenda...
Un saluto a tutti i partecipanti, Leonardo, Paola, Marina, Costanza, Lucio, Gaia e Greta.
Auguri a L. e ovviamente, doppio augurio a me.