non bastasse

ocheCome tutti possiamo osservare, con il risultato del referendum, in cantina è saltato un tappo.
Quella feccia purulenta e infetta, mafiosa, corrotta, laida e abiziosa di potere, quella ferita suppurante, da sempre inferta nel costato del nostro paese, ha ripreso a puzzare.
Non bastasse, la maggioranza dei nostro politici afferma serenamente, che l'afrore è legittimo, legittimo, legittimo e non dobbiamo protestare che il laicismo è peggio della brucellosi.
Non bastasse, se la giocano a rimpiattino tra santa sede e Cei, tra l'Osservatore romano e l'Avvenire, con il politico (leggere con accento sud-americano) che biasima e bla, bla, bla, mentre noi, al centro della paccheriata, cerchiamo d'intuire da dove arriverà il prossimo ceffone.
Più che incazzato sono intontito, l'avevamo detto, l'avevamo detto, vi avevamo avvertito.
Non bastasse, questo è solo l'incipit della nostra campagna elettorale, mi chiedo cosa accadrà verso aprile, immagino il tappo necessario a richiudere la damigiana di Pandora, ma non riesco mai a calcolarne la circonferenza, cresce ad ogni tiggì, un vero incubo.
Leggo che anche la sonnacchiosa e provincialissima Siena, fischia Camillo Ruini e mentre cerco qualche parola appena più dignitosa dell'aveete rooootto il cazzo con sottofondo da stadio mi rendo conto che qualunque altra frase non rappresenterebbe puntualmente il livello della mia rabbia.
Non bastasse, magari hanno cambiato musica, ho messo piede in uno stadio una sola volta in vita mia e avevo tredici anni.
Non bastasse, mi sono imbattuto in questo articolo:

Sorbi, sociologo ed ex-Lotta continua: nel nostro centro li riconquistiamo alla morale.

Alla rovescia, beninteso. Se Michael Douglas era finito in terapia per guarire dalla smania di far sesso di continuo, le “Living waters” garantiscono a gay e lesbiche un appassionato ritorno all’eterosessualità. Un cammino indispensabile, poiché Sorbi non ha dubbi: «I gay sono malati e viziosi ». Amen. Le parole di questo sociologo che rimpiange Enrico Berlinguer, ha «votato a favore dell’aborto», ha «fondato i proletari in divisa nell’esercito» e ha «passato una notte in un cesso del Distretto militare di Napoli a discutere di omosessualità con Pier Paolo Pasolini » risuonano come una frustata nel pacifico chiostro del “Rosarium” dei frati francescani di via Pisanello. Nella sala convegni, ieri è partito il primo dei quattro incontri — dedicato a insegnanti e genitori — sulla “Prevenzione e modificazione dei comportamenti a rischio”. Sorbi è andato a portare al pubblico — quasi tutti signore, un po’ agèe — il saluto del Movimento per la vita ambrosiano, ricordando: «Abbiamo vinto ai referendum sulla procreazione assistita con il 75%, possiamo farcela di nuovo. Dobbiamo diffondere la Verità». Tra i progetti primari di questo ex sessantottino docente all’università europea di Roma — tirato per la giacchetta da Margherita e Forza Italia per una candidatura nel 2006 — non poteva mancare, appunto, «la redenzione degli omosessuali». E mica solo in Italia: «Il progetto “Living waters” è mirato al recupero degli omosessuali su scala internazionale. Aperto anche ad ebrei e ortodossi, perché l’ecumenismo è importante. Non è certo la religione, il discrimine ». Posto che Paolo Sorbi non scherza come sembra, quando snocciola: «Non esiste una terza razza: essere omosessuali è una malattia», se non è la religione, qual è il discrimine per essere accettati nei “Living waters”? «Semplice, la ragione. La volontà di cambiare, perché si riconosce il male di essere omosessuali» replica questo Savonarola in giacca e cravatta, travestito da simpatico affabulatore di mezza età. Tiene a precisare: «I gay sono dei rompic... tremendi, grondanti problemi psicologici che non esistono. Se sono felici come stanno, io non voglio far loro alcuna violenza. Ma siccome stanno male e sono tormentati, sempre nel rispetto della libertà di coscienza, se loro vogliono e lo chiedono, creo le condizioni di distruzione a fondo del male». Scusi, chi stabilisce che cosa è male? «C’è una morale naturale, non cristiana. La Storia indica ciò che è bene». Bush, come lo definisce? «Uno pro-life, per la vita». Anche in Iraq? «No comment» replica quando il sangue dell’ex sessantottino, tant’è, riappare. E gli fa dire con convinzione di essere «vicino alla protesta della scuola islamica di via Quaranta». Anzi, di essere «disposto ad andarci e manifestare loro solidarietà se soltanto lo chiedessero al Movimento per la vita ambrosiano». Difficile comprendere la solidarietà agli islamici e non ai gay. «E perché? — domanda il sociologo —. Ho un ottimo rapporto con gli islamici. Non sul dialogo ideologico, ma ad esempio per quanto riguarda la famiglia». Che loro, ad esempio, intendono con trequattro mogli, non proprio seguendo l’etica cristiana. Dribbla: «Ora non più. Le mogli costano. Sulla scuola di via Quaranta, hanno sbagliato perché non sono riusciti a collocarsi su un terreno di non violenza. Si deve accettare la legalità democratica. Loro hanno posto un problema vero, ma gestito malissimo. Noi abbiamo avuto gli stessi problemi con le scuole private cattoliche, ma li abbiamo risolti nella legalità. E ora ci sono le scuole legalmente parificate, che seguono i programmi ministeriali e hanno edifici idonei. Certo che se loro rifiutano di inserirsi nella legalità, come hanno fatto anche le scuole ebraiche, combattono una battaglia persa. Sbagliano il metodo, non hanno mediazione. Tutta colpa della Caritas che dovrebbe dare insegnamenti democratici e non aiuti materiali». Difficile spiegarlo a chi non ha da mangiare, né da dormire... Insiste il sociologo: «Se mancano gli insegnamenti democratici, si sfocia nell’islamismo estremo e nel terrorismo. Che vogliamo tutti evitare ». Almeno quanto i gay che non si pentono. Perché il Movimento per la vita si ostina a definirli malati? Com’è possibile da parte di una persona con i suoi trascorsi, compresa «una notte a discutere con Pasolini»? Non pensa che i suoi maestri del vecchio Pci si rivolterebbero nella tomba? «Guardi che i nazisti sono quelli che considerano i gay una terza razza, proprio come faceva Hitler» insiste Paolo Sorbi. E ricorda: «Pasolini, che feci entrare di nascosto al Distretto quand’ero militare a Napoli, era travagliatissimo e distrutto moralmente sulla propria omosessualità. Cercava disperatamente la Fede. E sa quanti ce sono come lui? Certamente meno famosi e non in grado di chiedere aiuto apertamente?». Anche a Pasolini disse che era vizioso, come definisce ora i gay? «Fu una discussione molto tormentata». Almeno quanto quella attuale sui Pacs. Contrario anche a quelli? Riemerge il vecchio comunista. Allarga le braccia. Sorride. E sbotta: «Perché mi vuol far litigare col mio amico cardinal Ruini?».

24/9/2005, Il Secolo XIX, Patrizia Albanese

Il tappo è saltato, non v'è dubbio.
I dèmoni danzano lascivi, ridanciani, si stanno preparando a lasciare l'imbrunire.


springfield

BarneyVivere da queste parti è così, s'impara ad accettare la vita, l'ordine naturale delle cose, chi ha il potere e il diritto, chi per contare di meno urla più forte, chi non conta e per questo è sempre in prima serata.
A Springfield tutto ti viene perdonato, specie se la combini grossa, e se possiedi una squadra di calcio o un completo nero puoi dire e fare più o meno quello che vuoi.

E’ bello vivere qui, si sa come comportarsi, quali sono le tradizioni da perpetrare e chi ascoltare, quali sono le tue priorità e cosa devi pensare, semplice no?

In un paese come questo, della realtà te ne puoi tranquillamente infischiare, non ti devi preoccupare di niente, ti viene spiegato bene tutto quello che succede, la verità viene separata dalla fantasia prima ancora che tu possa immaginarla, così non devi fare nessuna fatica e puoi concentrarti nella spesa al centro commerciale. Skinner

Ogni tanto può capitare che qualcuno ti chieda come la pensi e magari anche di scegliere tra signori che non conosci e altri che non vorresti mai, però non c’è da preoccuparsi, è per finta, poi torna tutto come prima, a come tu sei abituato.
Nondimeno anche noi abbiamo delle regole da rispettare, ad esempio è molto importante smentire quello che non è piaciuto il giorno prima, mostrarci sempre pronti ad aiutare gli altri pubblicamente, utilizzare sempre termini indeterminati e parlare preferibilmente solo del passato, dove c’è sempre qualche trapassato da incolpare del nostro presente, migliorabile attraverso futuri sacrifici che nessuno farà mai sul serio.
In fondo siamo come una grande famiglia unita per legge e felice alla domenica, basta accordarsi sui turni e fare finta di non sapere, l'importante è essere tutti uguali, almeno per le targhette sui campanelli.
BurnsE' questa la vera terra delle occasioni, tutti possono dichiarare qualunque cosa, tanto, dopo qualche tempo ce lo dimentichiamo, così possiamo ricominciare da capo a divertirci perché la frase; il gioco è bello quando dura poco, in fondo, non ci ha mai convinto davvero, diciamocelo, nemmeno quando eravamo bambini piccoli-piccoli.
Insomma, ci diamo una mano e non ci accontentiamo di lavarcele a vicenda, no, in questo paradiso che tutti c'invidiano andiamo oltre e capita che ce le baciamo.


 

Bart




krísis

Dichiaro ufficialmente aperto lo stato di crisi.
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New Orleans




ta-taa