outing

Se l'attuale presidente della camera dei deputati, quando era giovine si è fatto una canna sul prato e il ministro degli esteri, appunto, in Giamaica, Buttiglione, di che diavolo si fa?

P.S. Mi scuso con i lettori per l'utilizzo del termine outing.

forgotten day



In risposta agli striscioni nazisti della curva romana, il governo, in accordo con la lega calcio, sta preparando un pacchetto di pesantissime sanzioni. Negli spalti sarà tassativamente vietata la vendita dei semi di zucca e le partite inizieranno con ben trecentosessanta secondi di ritardo.


Luigi Cascioli

Sintetizzo. Il 13 settembre del 2002, Luigi Cascioli presenta, presso il tribunale di Viterbo, una querela contro il parroco di Bagnoregio, don Enrico Righi, per abuso di credulità popolare e sostituzione di persona.
Luigi Cascioli, autore del libro, La favola di Cristo, è un ateo convinto e militante.
Leggendo alcuni testi sul suo sito, trovo che le sue confutazioni siano, come dire, un poco semplicistiche, supportate da una logica apparente e ovviamente, discutibilissime. Personalmente non ho un grande interesse per questo tipo di agnosticismo, non sono uno storico e soprattutto credo fermamente nella libertà religiosa, di conseguenza, normalmente sarei incline a relegare l'informazione tra le facezie da bar.
Ma il punto non è questo, non è il signor Luigi ad attirare la mia attenzione, anzi fino a cinque minuti fa, ignoravo totalmente chi fosse e di cosa si occupasse.
Vengo al punto. Come d'abitudine, quando mi concedo una breve pausa, scorro rapidamente una lista di siti, quotidiani nazionali e non, e mentre decifro con il mio povero inglese, l'home page di aljazeera m'imbatto nel titolo: "Jesus existence case in Italian court", sorrido e mi viene in mente la Fallaci, trangugio e proseguo, ma trovo la notizia anche sul Washington Post, sul Guardian, poi sul Times, sull'Indipendent. Cribbio. Controllo meglio, El Mundo, Hidustan, Melbourne Herald, La Nacion, CNN, potrei continuare, ma insomma praticamente tutti ne parlano meno i media italiani? quelli sempre pronti alle curiosità, dal meteo selvaggio al uomo che morde il cane, certamente si saranno combattuti strenuamente per l'esclusiva, un'intervista, un chi è Luigi Cascioli, magari per la parte faceta (faceta?) del tg, in fondo l'udienza è proprio oggi, invece nulla, nemmeno una nota d'agenzia, non ne parla nessuno, l'unica che gli dedica attenzione chi è? TusciaWeb.
Ora, due sono le possibili spiegazioni, la prima è che il nostro paese è talmente evoluto e fuori dal coro, da ritenere la news roba da giornaletto scandalistico e volutamente non presta attenzione alla notizia perché davvero non ne vale la pena, la seconda ipotesi è che i media nostrani sono talmente terrorizzati all'idea di urtare la sensibilità vaticana da non menzionare nemmeno il fatto.
Siamo davvero a questo stato delle cose?


Il prezzo dell’enciclica

copyright b16, all rights reservedLo dico subito, il titolo non è un parafrasare, non esprime concetti, non è un ossimoro, è un fatto, quest’anno, le parole di B16, hanno un prezzo, moneta, argeant, dinero, pecunia olet, olè.
D’ora in poi, le chiacchiere del pontefice, vergate o meno, sono merce a pagamento, con prezziari differenziati a seconda della tipologia, dalle costose encicliche ai più economici angelus, catechesi varie ed eventuali. E’ l’effetto del decreto firmato dal cardinal Angelo Sodano, che riportiamo in calce (e a sbafo).

Sono affidati alla Libreria Editrice Vaticana, quale Istituzione collegata alla Santa Sede, l'esercizio e la tutela, in perpetuo e per tutto il mondo, di tutti i diritti morali d'autore e di tutti i diritti esclusivi di utilizzazione economica, nessuno escluso od eccettuato, sopra tutti gli atti e i documenti attraverso i quali il Sommo Pontefice esercita il proprio Magistero. Nell'assolvimento di tale incarico la Libreria Editrice Vaticana, in persona del direttore e legale rappresentante pro tempore, agisce nel nome e nell'interesse della Santa Sede, con il potere di compiere qualsiasi atto di disposizione dei diritti medesimi, di adire le vie legali e giudiziarie, di proporre qualsiasi azione volta alla piena protezione e alla realizzazione dei diritti stessi, di resistere a qualsiasi pretesa o domanda di terzi, in conformità alle norme dei trattati e delle convenzioni internazionali cui ha aderito anche la Santa Sede.

L’editto del 31 Maggio 2005 è di effetto immediato e retroattivo, il che significa che sono sottoposti a copyright tutti gli scritti, le pubblicazioni, le dichiarazioni, i testi dei discorsi dei papi (e degli organismi della Santa Sede) dal 1956 in poi e che ogni organo giornalistico o di stampa editoriale, dovrà, volta per volta, contrattarne il prezzo per la sua diffusione. Un bel viatico, o più chiaramente una montagna di soldi si aggiungeranno alle casse della chiesa dei poveri e degli affamati, quella dell’8perMille obbligatorio, delle detrazioni Ici, degli immensi aiuti di stato, del resto lo sappiamo tutti, in campagna elettorale, i soldi non bastano mai.
Nel dubbio, sbrigatevi a fare copia incolla dell'ultima (e costosissima) perla papale, qui, la trovate ancora a gratìs.
Altro che agape ed eros, altro che Deus caritas est, le parole del pastore tedesco e dei suoi predecessori, sono mercanzia, prodotti, beni consumabili, di conseguenza, sarà opportuno correggere i vangeli, sia ben chiaro, perchè dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo al loro incasso le royalties.


oppela!

po
















Capelli lunghi e sguardo da lupo,
ventun compleanni, mi dicono.
Fratello maggiore qua ultimarrivata,
mi senti?
Buon compleanno Lc.




lo voglio!

ntx
Lo voglio, lo voglio, lo voglio.
Ho già detto che lo voglio?
Lo voglio.


194&pacs

stop
I tg nazionali snobbano la notizia, già il giorno dopo (domenica) l'informazione non viene replicata, i quotidiani la relegano in cronaca, tra pagina 15 e 18, ma nonostante l'oscurazione mediatica è successo, eccome.
Le donne sono tornate in piazza a Milano per difendere la legge 194 e a Roma si è manifestato per i Pacs, forse più per ricordare al centrosinistra di piantarla con corteggiamenti alla Cei e di rispettare il programma dell'unione.
Provo un forte dejavu, ma probabilmente, questa è una di quelle occasione in cui per avanzare ci tocca di tornare indietro.

E mentre il papa prosegue la sua opera politica contro l'RU486, gli omosessuali e pure i celiachi, la gente, finalmente, comincia ad incazzarsi.

 

 

 


illusioni

illusion
12.1.2006, alla camera, An-Ds-Lega-Margherita, votano insieme e bocciano l'amnistia. Gli sciacalli, con il presidente della camera Casini in testa; ecco, lo dicevo io che non c'erano le condizioni, hanno illuso i detenuti, bla, bla, bla.
Se il parlamento servisse solo quando ci sono le condizioni, tanto varrebbe metterlo su web e riunirlo tramite posta elettronica.
Di certo i detenuti non si sono illusi, sono abituati alle chiacchere pre-elettorali, senza contare che molti di quelle migliaia non parlano nemmeno la nostra lingua. Qualcuno invece, come il sottoscritto, si è illuso che un provvedimento di civiltà potesse, anche solo per un attimo, superare le strumentalizzazioni ed i calcoli politici.
An-Ds-Lega-Margherita insieme, un'illusione ottica?
No, le basi del nuovo partito democratico.
Quello della vergogna.


cosificazione

The mother of the idiots is always pregnant.

 


piangere al cinema

buonannoA volte mi capita di piangere, al cinema. Insomma, non proprio di piangere, sapete, non con i singhiozzi e tutto il resto, insomma, sì, quando dal petto ti senti arrivare quella sensazione, quel senso di oppressione che puoi sciogliere solo lasciandoti inumidire gli occhi, con la gola strozzata dal respiro che tratteniamo, tutti quanti, prima di piangere.
Non è sempre strettamente collegato alle emozioni quotidiane, quelle che a volte raffiniamo lasciandole pettinare da rumore esterno, dall'appello alla logica, dall'imbarazzo di cedere a noi stessi, dalla stanchezza, dalla speranza, a volte, mi è capitato di sentirmi gonfiare le palpebre da scene di banalissimi addii o dal pianto di un bambino, roba che insomma, un appena decente pragmatico non tiene nemmeno in considerazione, in situazioni normali.
A volte piangiamo dentro, per non farci vedere dal vicino di posto e più spesso di non volerci vedere cosa siamo, cosa potremmo diventare, se, se, se...
Le lacrime scendono anche se si ha paura di loro, come un biglietto prenotato due volte.
Insieme alla pepsi e ai cappotti con i cellulari che scivolano dietro ai sedili, che poi devi tornare e fare i conti con un mondo che non esiste più, con le luci bianche tra i sacchetti e i popcorns schiacciati.
Una volta ho sentito dire da Umberto Eco che piangere al cinema è una mancanza di creatività, io credo il contrario.
Non proprio di quei casi, rari si spera, che frigni come un agnello cattolico a pasqua, no, ma da far arricciare un poco il naso, aggrottando la fronte, come quando fai piangere un figlio, e tu non puoi piangerci insieme.
Allora in silenzio, al cinema, nel buio, decidi il momento e senti qualcosa di tremolante appoggiarsi alle ciglia, respiri e la pressione diminuisce, la melodia passa ai minori, e la viola si accende mentre l'eroe trova la morte per salvare la vita sul nostro mondo, e da capo voglia di strizzare gli occhi, pressione, carrellata lenta, morale, the end, luci, quanto tempo ci metti a ricomporti? o sei lento e incroci gli sguardi altrui con un in fondo sono un sentimentalone.
Non importa, nessuno va a vedere come vivono gli eroi, dopo, con l'erba da tagliare e commercialista il mercoledì, non importa come, non importa se si piange al cinema, l'importante è esserne capaci.