la Rosa nel Pugno a Spoleto
I candidati nazionali della Rosa del Pugno invitano le elettrici e gli elettori a partecipare all'incontro tematico sulla sanita' questo Sabato 1 aprile a Spoleto, presso Villa Redenta (l'ostello) alle ore 10.00.
Ecco il volantino con il progamma della giornata.
nell'occasione, vi presento il neonato blog Umbria Libertaria
Eduard Verhagen
Non è Erode e tantomeno, come sostiene il ministro Giovanardi, un nazista. Questo pediatra olandese ha cercato di dare ai medici un protocollo per intervenire quando la malattia e le sofferenze rendono insopportabile l’esistenza a un bambino. E a News dice: «C’è solo tanta disinformazione. In tutti gli ospedali del mondo si decide sulla vita e la morte. Io voglio aiutare i dottori a farlo in modo trasparente».
«Le voglio raccontare la storia di una piccola paziente che soffriva di una forma grave di Epidermolysis bullosa. Si chiamava Sanne. Fu subito chiaro, fin dalla sua nascita, che c’era qualcosa di terribilmente malato nella sua pelle. Dovunque venisse toccata, la pelle si staccava, anche quando la si prendeva in braccio per allattarla. Al posto dell’epidermide si sviluppava del tessuto cicatriziale, molto debole e vulnerabile. Aveva bisogno di bende che dovevano essere continuamente cambiate, e ogni volta un po’di pelle veniva portata via. Questo era terribilmente doloroso, Sanne piangeva incessantemente, giorno e notte. Per cambiare le bende, ogni due-tre giorni era necessario farle un’anestesia totale. continua
30/3/2006 - L'intervista di Angela Feo, sul settimanale News
la solita sbobba
Beppe Fioroni (Margherita) sulle recenti dichiarazioni del nuovo duo Bobba-Binetti, 28/3/2006, Il Giornale
E la legge sulla fecondazione assistita?
Prima di modificarla va sperimentata a fondo. E in ogni caso il tema va affrontato sapendo che i dirigenti del centrosinistra devono rispettare quel 75% di cittadini che non sono andati a votare nel referendum.
Vladimir Luxuria, intervistata da Anna la Rosa, Alice, RaiDue
Lei chi vedrebbe bene alla presidenza della repubblica?
Una donna, Rosy Bindi.
Silvio Berlusconi a Radio Anch'io, l'articolo sul Corriere della Sera.
Non vogliamo un'Italia pluriculturale.
still spring
A Parigi in un forte inverno scuro
quando il sole era cosa di Provence
quando incontrai il poema
di René Char
io vidi Vaucluse di nuovo
in un'estate di sauterelles
le sue fontane zeppe di petali
il suo fiume gettato
per tutti i luoghi bruciati
di quel mandorlato mondo
e i campi pieni di un silenzio
mentre i grilli cantavano
con le loro gambe.
E nel fragore del sogno del poeta io vidi
nessuna Lorelei sul Rhone
né angeli sbarcati a Marseilles
ma coppie che vanno nude nell'acqua triste
nella profonda lascivia di primavera
in un'algebra di lirismo
che io sto decifrando ancora.
N. 4, Lawrence Felinghetti, photo by june_c_oka
Giovanardi
Qualche giorno, fa Carlo Giovanardi, in diretta a Radio Anch'io, in uno dei suoi ricorrenti deliri ha affermato:
Le idee di Hitler stanno per tornare in Europa: le leggi olandesi permettono l'eutanasia, e c'è un dibattito sulla possibile soppressione dei bambini con patologie.
Il ministro dei rapporti con il parlamento, è da tempo, insieme agli integralisti del Movimento per la vita, uno dei principali attivisti delle mistificazioni più estreme sull'argomento. Povero di spirito e di argomenti, ricorre spesso alle citazioni forti, come già ebbe a fare durante la campagna referendaria sulla legge 40. Da queste parti ormai non ci facciamo più caso, ma il ministro degli esteri olandese Ben Bot, che senza dubbio non lo conosce, ha convocato per protestare, il nostro ambasciatore.
Io spero ardentemente che gentaglia come questa, diventi presto un vago, brutto, ricordo della vita politica del nostro paese, relegata in qualche zero-virgola qualcosa, magari vicina di banco con i loro attuali alleati, come Alternativa sociale, Movimento Fiamma Tricolore, Veneto Fronte Skinhead, Blood and Honour, Movimento Politico Occidentale, delizione personcine che di svastica sembrano intendersene abbastanza.
il senso della vita, doppiato
Ierisera, mettendo ordine tra i file registrati con il pc, mi è capitata tra il mouse un'intervista al famoso regista Woody Allen condotta da Bonolis nella sua trasmissione, Il senso della vita.
Mentre scorro rapidamente le immagini, noto una strana scritta in sovraimpressione, riavvolgo, play.
Lionello ha deciso di prendere le distanze da tutto ciò che ha detto Woody Allen
Trasalgo e ascolto.
Io non sono ateo, sono cattolico, accetto la fortuna, ma è il lavoro che dà il diritto di ospitalità sulla terra. E poi non credo che con la morte finisca tutto. Noi siamo dei veicoli di creatività per i nuovi esseri umani. Noi siamo un infinitesimo lampo della gran luce di Dio
La voce è di Oreste Lionello, la faccia di Woody Allen, le labbra si muovono in sync, come da tempo siamo abituati, eccoci, penso, ci siamo, il coccolone, ora sentirò una fitta lungo il braccio e finirò miserabilmente in terra come un salame. Allibito, riavvolgo ancora, di nuovo, tutto vero, non è la pompa che perde i colpi, è proprio il doppiatore che s'impossessa del corpo dell'ebreo-ateo e gli fa dire quello che vuole.
Il video del misfatto lo si può trovare qui (registrazione necessaria), con l'articolo della brava Roberta Jannuzzi.
facciona vs faccetta
Quello trasmesso ieri da è stato il primo, importante, dibattito televisivo di questa campagna elettorale, tra i candidati premier dei due schieramenti politici.
Per il faccia-a-faccia, come lo chiamiamo noi, si è scelto di utilizzare le regole dei confronti Bush-Kerry, con qualche sostanziale differenza.
I confronti Usa sono stati tre, nel primo e nel terzo, il pubblico, selezionato di comune accordo tramite una società di sondaggi e in perfetta parità di parte, non ha partecipato, nel secondo poneva domande, selezionate e moderate dal conduttore.
Per il resto, a parte una sceneggiatura meno ingessata, ma altrettanto rigida, le regole le abbiamo viste, sorteggio calcistico, scenografia sterilizzata, timer, nessun dato d’appoggio, tensione velata e costante, domande dei giornalisti pettinate a dovere, forse un clima troppo artefatto per noi latini, ma di certo meglio della solita rissa, migliorabile, specie sui contenuti.
Piccola, grande, inconguenza. L'american debate, ha un senso negli states, dove il sistema è maggioritario, e dove i due candidati sono gli unici rappresentanti delle coalizioni in competizione, da noi invece...
In questo tipo di disfida, è assolutamente impossibile non cadere nella tentazione di attribuire ad uno dei contendenti, la palma della vittoria, così, con carta e penna, anche io ho tentato una mia personale valutazione.
Un punto per ogni argomentazione più convincente, mezzo punto in meno per le evidenti insicurezze, gli svarioni indicativi, le tensioni corporee più evidenti e due punti di vantaggio a chi chiude il gioco con l’ultima parola.
Premessa.
A mio parere, in questo tipo di confronto, ha poco senso determinare l’onestà e l’autenticità delle affermazioni, la percezione della realtà è (sic) una valutazione che tiene di poco conto le argomentazioni, spesso troppo complesse o strettamente legate alle informazioni in possesso di un normale cittadino, di conseguenza, come solitamente accade, ci lasciamo convincere da numerosi fattori che influenzano le nostre sensazioni, come la gestualità, il tono della voce, i movimenti dei muscoli facciali, lo sguardo, etcetera. Per questo motivo, ho valutato, per quanto possibile, questi fattori, in sostituzione delle argomentazioni addotte dai due leader contendenti. In pratica, ho tentato di trasformarmi in un collaboratore familiare di Voghera, riuscendoci pure.
Il risultato? Un'ecatombe, non sono riuscito ad assegnare un solo punto di vantaggio a Prodi, mentre gliene ne ho sottratti decine di penalità, 6/7 a Berlusconi. Stasera lo rifaccio a “freddo”, promesso.
Prodi disegna cerchi con le braccia, allarga le mani come a materializzare qualcosa d’insondabile, stringe gli occhi per rafforzare un concetto, chiama “amici” i telespettatori, non prende fiato e termina le frasi senza forza, sorride come un posteggiatore abusivo e soprattutto, chiede rispetto, usa frasi come “sono io, lo faccio io” dimenticandosi che ribadire troppo spesso una posizione di forza ingenera nell’ascoltatore il sospetto che non ve ne sia.
Per contro, Berlusconi abusa del trito-e-ri-trito “comunisti”, “eredità del buco di bilancio”, “capovolgimento della realtà”, tutte frasi che dimostrano una debolezza di argomentazione, disegna rettangoli con la penna per rinchiudere l’ambito delle obiezioni, alle quali risponde con proclami sovra-utilizzati, manifestando un pensiero meccanico, seriale e una totale indisponibilità all'ascolto, sorride troppo, esagera con cifre e percentuali, che sa tanto di primo della classe, il giorno di visita della preside.
A soffrirne, dell’evidente stato di apprensione, sono i contenuti.
Berlusconi spara a raffica le sue mezze-mezze-verità, Prodi non le ribatte efficacemente, Berlusconi finge di essere netto, chiaro, semplificando tutto, ovviamente a suo vantaggio, Prodi dice cosa ma glissa sul come, invocando serietà e fiducia e generando diffidenza.
Esempi:
Prodi: molto semplice l'Irap è un'imposta che ne ha sostituite sette e che costituisce la base per la salute, per finanziare la salute e quindi è un'imposta estremamente importante e non è stata dichiarata illegittima e tra l'altro sarà poi giudicata dalla corte…
Berlusconi: il professor Prodi non sa che la commissione di giustizia ha bocciato l'Irap proprio oggi, quindi l'Irap è un'imposta ritenuta non congrua e dalla commissione europea di giustizia che l'ha bocciata.
Ieri c’è stata un’importante notizia riguardo alla Irap, da parte dall’avvocato generale della corte di Giustizia Europea. Christine Stix-Hackl, sostiene che la tassa è in contrasto con la sesta direttiva.
E’ il secondo giudizio negativo che l’imposta italiana riscuote in due anni.
Prodi non lo sapeva? Pensava forse che Berlusconi gliel’avrebbe fatta passata liscia? E ancora, perché Prodi non ha ribattuto che non è vero che la commissione giustizia ha bocciato la tassa, perché in realtà la corte non ha emesso nessuna sentenza?
Napoletano: Rinuncio alla seconda domandi, ripeto la prima perché c'è stata una discreta polemica tra IRAP però la domanda che si pongono gli italiani è dove trovate i soldi per fare questa cosa che io reputo giusta perché ridurre il cuneo fiscale e contributivo, è una cosa importante e giusta Si parla di dieci miliardi di euro, dove si trovano questi soldi, questo secondo me i cittadini lo vogliono sapere, è importante.
(nella prima ha detto: se la soluzione è la lotta all'evasione fiscale gli italiani sono scettici)
E Prodi che fa? Dagli con la lotta all’evasione:
Prodi: “il discorso della evasione fiscale che è un discorso serio, non è un discorso ridicolo”
Buona invece la risposta di Romano sul cambiamento in “continuità”:
Prodi: vorrei dire a tutti gli italiani che io concepisco il governo come un cambiamento in continuità, un cambiamento serio, noi non abbiamo nessuna intenzione di spaccare tutto quello che ha fatto il centro destra, anzi posso dire proprio a proposito di questo che la prima cosa che farò dopo la vittoria delle elezioni sarà di invitare il presidente del consiglio e il dottor Letta a colloqui per il passaggio delle consegne in cui appunto ci si metta al corrente di come sta la legislazione, di quale, quali passi ha fatto l'amministrazione di come si può portare avanti le cose nel paese.
Pessima, quella di entrambi sulle quote rosa, nessuno ha il coraggio di dire che sono umilianti e controproducenti, lo pensano, ma non lo dicono e a tutti va bene di non instaurarle, la solita ipocrisia italiota.
Ora, fermo restando che questi confronti dovrebbero servire a spostare il consenso degli indecisi, direi che pericolosamente rischiano anche di sovvertire alcune assodate certezze, perché non so a voi, ma a me viene in mente la “celebre” commedia all’italiana, appunto, “Se tutto va bene siamo rovinati” che il Morandini, così recensisce:
Malato di mente lascia il manicomio con un altro malato. Trovano lavoro e finiscono nei guai. Tornano in manicomio. Il trionfo del pecoreccio: umorismo di bassa lega, dialoghi banali fino all'inverosimile, nessuna trovata.
Il testo del confronto completo, e il filmato con sottotitoli, come al cinema, dal Centro di Ascolto.
Slobodan
Non ne condivido interamente il contenuto, ma raramente mi è capitato di leggere un post così interessante ed appassionato.da Babsi Jones Weblog
mi schiero
Caro Carlo,
Il 9 e 10 aprile è il momento per dare forza all'alternativa laica, socialista, liberale e radicale della Rosa nel Pugno.
Per tantissimi di quelli che lo vengono a sapere, è la novità della politica italiana. Ma troppi altri non ne sanno ancora nulla.
Per questo, ti chiediamo una mano. Lo spot che puoi vedere cliccando sul link qui sotto, non andrà in televisione, ma raggiungerà soltanto quelli che lo riceveranno con un'e-mail. La tua.
Passaparola ;-)
Emma Bonino Enrico Boselli
8 Marzo, 2006
L'intestatario di questo blog, cioè io, ci ha pensato e ri-pensato sopra, perché come ha già avuto modo di dichiarare, in 25 anni non ha mai votato a sinistra e perché nelle due ultime elezioni politiche non è riuscito ad esprimere un voto. Il proprietario di questo blog è pieno di dubbi, paure, incertezze. Non è daccordo con molte delle linee politiche espresse da Prodi e Dalema, non si sente rappresentato da Bertinotti, teme fortemente le posizioni clericali di Rutelli e rimane spesso inorridito dalle dichiarazioni di Mastella e Pecoraro Scanio, attonito da quelle di Diliberto. Chi scrive qui si è sempre dichiarato liberale, e in questi anni di governo del centro-destra si è sentito spesso turlupinato, imbrogliato, deluso e non tollera più che l'attuale maggioranza si fregi di un pensiero che evidentemente non le appartiene. Il sottoscritto, durante la scorsa battaglia referendaria, ha imparato ad apprezzare l'impegno, l'onestà intellettuale, il pluralismo e le energie di un gruppo di persone che da sempre si battono per i diritti di tutti e che recentemente hanno partecipato alla creazione di quella che ritengo l’unica novità politica di q uesto paese, la Rosa nel Pugno, e auspicandone il maggior successo elettorale possibile ha deciso di schierarsi pubblicamente, anche se non è il Corriere della Sera e pure se la forma espositiva scelta, dettata anche dall’emozione, risulti alquanto comica.
In fede.
Carlo Ruggeri



