discussione artificiale

gallineHo accolto con un certo stupore l'apertura del Ministro per la famiglia, Rosy Bindi, nei confronti della legge 40, quella sulla procreazione assistita.
Pur rimanendo scettico sulla possibilità che vengano superati dogmi e divieti presenti all'interno dello stesso schieramento di centro-sinistra, è importante che il dialogo si riapra.
Sull'assurdità e violenza di questo provvedimento si è ampliamente parlato, spesso male, orientando la discussione su posizioni confessionali, anti-scientifiche, puramente provocatorie.
Oggi le motivazioni appaiono più chiare di allora, e chi non ha creduto all'improvviso interesse embrionale dei vari Giovanardi, Ferrara, Pera e clericanti annessi, ha potuto osservare l'evoluzione dei veri intenti durante la campagna elettorale, quando il centro-destra ha manifestato impudentemente l'intenzione di riscuotere il debito contrattato al tempo, con i vertici Cei, rincorsi ancor più spudoratamente da una parte del centro-sinistra, sfociata poi nelle catto-candidature della Binetti e  di Bobba.
Naturalmente in questi giorni abbiamo già avuto modo di ascoltare quale sarà il ritornello del prossimo canto, c'è stato un referendum, gli italiani si sono già espressi negativamente a riguardo.
Tralasciando il fatto che le indicazioni referendarie degli italiani sono state spesso disattese, vedi maggioritario, responsabilità dei giudici, uso di droghe leggere, finanziamento pubblico ai partiti e privatizzazione rai, e che quindi si sia di fatto indebolito l'esercizio dell'istituto, riguardo alla consultazione popolare del 2005, le cose stanno in modo leggermente diverso.
Gli oppositori, tuttavia, sostengono che gli italiani hanno, con l'astensione, indicato chiaramente la loro volontà, che non si può procedere contro il non-voto popolare, che le posizioni cattoliche hanno vinto il referendum, come se in una democrazia ci si dovesse preoccupare di chi non solo non intende esprimersi, ma addirittura boicotta il raggiungimento del quorum necessario all'espressione, indicando dal pulpito di recarsi al mare.
Indicando l'astensione ci si è annessi automaticamente quella percentuale di cittadini che non si reca alle urne, disincentivando la partecipazione dei contrari ed eliminando di fatto la riservatezza della scelta.
E se l'ostruzione al quorum rappresenta questi discutibili, ma efficaci vantaggi, invalidando il referendum, la votazione non può avere alcun effetto sulla legislazione, di conseguenza, come se il quesito non fosse mai stato posto, è legittimata ogni iniziativa parlamentare.
Potevate pensarci prima.

governopoli

Inutile girarci intorno, questa squadra di ministri è un pessimo inizio per la legislazione che avrebbe dovuto segnare il passo di un cambiamento radicale. L'oligarchia dei partiti, rafforzata dalla brutta legge elettorale, ha restaurato le cattive abitudini delle segreterie politiche, che a loro volta hanno prodotto questo risultato.
E così, contrariamente a tutte le indicazioni, i proclami e le assicurazioni pre-elettorali, sempre all'insegna del cambiamento e delle riforme, ci ritroviamo tre vice-premier, un ministero in più del governo precedente, riformisti come Mastella, Fioroni, Mussi, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Rosy Bindi, solo sei donne delle quali soltanto due con portafoglio, Livia Turco ed Emma Bonino.
Bene Antonio Padoa Schioppa all'economia, bene Enrico Letta sottosegretario alla presidenza del consiglio, altri nomi di rilievo?
Se questo è l'incipit costitutivo del Partito Democratico, tenendo debitamente conto delle prepotenze, dei veti e dello spettacolo indecoroso che ha caratterizzato le scorse settimane, direi che non è un buon inizio. Certo, le pregiudiziali sulle persone, senza attenderne gli atti, sono antipatiche, vero.
Magari domani mi sveglio e scopro che è stato tutto un incubo.

Interiezione:
Applauso al nuovo presidente della Camera, Fausto Bertinotti, non tanto per i contenuti delle sue dichiarazioni riguardo a b16, ma per aver finalmente interrotto la scandalosa pratica d'indiscutibilità pontificia da parte dei rappresentanti istituzionali.


mutazioni

mutazioni

I diritti di libertà vanno bene finché non toccano i fondamenti della tradizione, perché, toccata la tradizione, è toccata anche la base della nostra libertà.

Marcello Pera, Il Giornale

Chissà a cosa si riferisce, il nostro liberal Marcello Pera, quando parla di tradizioni. Di certo, non è altrettanto vago quando si oppone al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.
Ultimamente, due sono le linee guida che ne motivano il diniego, la prima, la seria minaccia alla famiglia tradizionale, che rischierebbe di veder diminuita la sua influenza in consiglio condominiale, perdendo l'assoluto primato della contenutistica e posizionamento delle fioriere da balcone. La seconda diciamocela chiaramente, permettere agli zozzoni, (si, anche se solo di fatto) la disgregazione delle tradizioni della nostra società che tutti sappiamo, fondata sull'ipocrisia e sui mormorii da pianerottolo.
Ma l'ex-presidente, con il suo occidente, è troppo colto per unirsi al coretto del gregge disfattista che una volta si stava meglio, e non vuole sicuramente riferirsi ad un passato di tradizioni che la maggioranza del nostro paese spazzerebbe volentieri sotto al tappeto, magari persiano e integralista.
Per tradizione non s'intenderà certamente il trattamento che il fascismo riservava agli omosessuali, o di quella giurisprudenza che riduceva la pena per chi uccidesse la moglie, di certo non pensa al comportamento anti-scientifico e oscurantista dei vari predecessori del suo amico Joseph, che solo poche decine di anni fa si scagliarono a turno, contro la scuola pubblica, contro i trapianti, contro i parti cesarei, contro chiunque avanzasse un'idea moderna o anche solo contemporanea di società, no, no di certo, il nostro ex-popperiano, non intende la tradizione in tal senso. Lui sostiene che solo noi lacisti vediamo contraddizioni tra l'affermarsi liberali e sparare a raffica stà cuofana 'e strunzate.
E allora mister Pera, qual'è questo fondamento di tradizione che sta alla base della nostra libertà? L'andare a puttane mentre la famigliola si guarda i pacchi in tv? Creare leggi per evitare il collasso delle società calcistiche o far risparmiare l'ici alle attività commerciali della Cei? Spedire i malati all'estero o disfarsi dell'estero, con la scusa di un'estraneità culturale dall'affrontare i mutamenti inarrestabili della società?
Un bel dilemma, signor presidente, in questa italia dove la libertà di Gaber è un motivetto che pubblicizza un'azienda di scooter, possiamo certamente ridurre le tradizioni agli spaghetti, alla pizza e al mandolino, vera base e fondamento indiscusso del nostro paese.
Nella sua intervista, riguardo alla tenuta della nuova maggioranza, lei afferma che "L'altra volta cadde sull'economia, non penso che stavolta voglia inciampare sugli embrioni o sugli omosessuali". Questo modo di esprimersi è sintomatico, è evidente che la sua idea di occidente è una bella strada lucida e asfaltata, dove tra divieti e moniti il re si aggira nudo.


b16, no ai pacs

Lucy Van PeltBenedetto XVI torna a intervenire sul delicatissimo tema delle coppie di fatto. E lo fa riaffermando la prevalenza del matrimonio sulle unioni civili. Per il Papa la "differenza sessuale" di uomo e donna "non è un semplice dato biologico" ma esprime la "forma di amore" volta alla "comunione di persone aperta alla trasmissione della vita". Per questo, continua Benedetto XVI bisogna evitare la "confusione" tra il matrimonio e altri tipi di unione "basate su un amore debole".  continua »

Il consulto costa 5 ¢, gli insulti sono gratis.
Lucy Van Pelt

 


Giorgio Napolitano

Giorgio NapolitanoNon ama alzare la voce, mettersi in mostra, sgomitare, come oggi va tanto di moda.
Serio, severo, è spesso stato accusato dai suoi compagni di essere un riformista (allora era un dispregiativo), tanto che i suoi oppositori coniarono per lui il termine migliorista in occasione dei suoi dialoghi con il Psi di Craxi, lavoro per il quale fu aspramente criticato, ma che altrimenti non avrebbe mai segnato l'ingresso del Pds nell'internazionale socialista.
Presidente della camera, ministro degli esteri, eletto senatore a vita dal suo probabile (?) predecessore Ciampi, ha praticamente dedicato tutta la sua vita alle istituzioni, alla politica, al dialogo.
Forse proprio per il suo approccio gentile e rigoroso al tempo stesso, è l'uomo giusto per questi tempi italioti, dove la ragione viene attribuita calcisticamente e i contenuti sono sommersi dalla caciara.
Ricordo di averlo osservato per un po', mangiare in una antica e popolare pizzeria caprese, allo stesso tavolo prediletto da Lucia Annunziata, solo, immerso nei suoi occhiali, e di aver pensato a lui come ad una persona con la quale avrei voluto scambiare qualche parola, senza però trovare il coraggio d'infrangere il suo riserbo.
Curiosa la sua somiglianza con Umberto II di Savoia, l'ultimo regnante italiano, curiosa l'occasione del 9 maggio 1946, esattamente sessant'anni dalla sua incoronazione. Curiosa anche l'imminenza del referendum costituzionale, che per certi versi, ricorda molto quello nel quale il nostro paese scelse la repubblica.
Meno curiose le frecciate dei tiny think di turno, seriali, immancabili e incontentabili, professionisti della routine.
Più curioso, diciamo così, il metodo utilizzato per decidere la sua candidatura, annunciata dal portavoce di Romano Prodi, Ricky Levi, al termine di un vertice dell'Ulivo, come candidato dell'Unione.
Il lapsus, certamente freudiano, solleva ancora una volta un problema di metodo.


opposizione forte

Camera dei Deputati

Interrogazione urgente presentata dal Deputato, On. Lucio Barani, al Signor Presidente della
Camera dei Deputati

 
Roma, 4 maggio 2006
 
ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE.
TRANSGENDER: il diritto ad una toilette specifica alle esigenze dei Deputati transessuali o
transgender.

Premesso:

. che il signor Presidente della Camera dei Deputati e il Partito di Rifondazione Comunista hanno inteso offrire una rappresentanza parlamentare al movimento transessuale - transgender, di fatto poi determinante per la vittoria complessiva dell’ Unione;

. che l’ordinamento italiano conferisce rilevanza giuridica al transessualismo con la legge 14 aprile 1982 n. 164 che disciplina la modalità di rettificazione dell’attribuzione del sesso, legge dichiarata legittima con sentenza della Corte Costituzionale del 6 maggio 1985 n. 161, riconoscendo inoltre l’esistenza di un diritto inviolabile all’identità di genere;

. che per le persone transgender e, nel periodo di transizione per le persone transessuali, esiste una causa di disagio psicologico e difficoltà a livello sociale per la divergenza tra aspetto esteriore e il sesso psicologico, così come risulta scritto nella sezione giuridica di www.informagay.it

. che la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha chiaramente stabilito che le disposizioni in materia di parità di trattamento tra uomo e donna si applicano altresì alle persone transessuali o transgender;

. che in qualche modo può essere di riferimento anche l’art. 2087 del Codice Civile che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore;

. che comunque non sia giusto provocare legittimo imbarazzo tra uomini, donne e transgender relativamente all’utilizzo delle toilettes in uso al Parlamento Italiano;

chiede di sapere:

. se il Signor Presidente della Camera dei Deputati, visto che ha inteso portare avanti una decisa scelta di rappresentanza parlamentare aperta alle posizioni politiche di transgender, no global, centri sociali, no tav, trotskysti e disobbedienti, abbia anche previsto e condivida la creazione di una apposita toilette, a Montecitorio, per Deputati transgender o transessuali, eliminando in questo modo una autentica barriera architettonica e risolvendo una causa di grave disagio psicologico nel pieno rispetto dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere che appartiene, in modo diverso, a tutti noi.


On. Lucio Barani
Partito Socialista Nuovo PSI


fonte: corriere.it, PDF originale

Note di lettura, corollario

Rocco Buttiglione - Noi faremo opposizione forte, leale e intransigente
Lorenzo Cesa - opposizione costruttiva
Baccini - un'opposizione ferma e chiara
Fini - Siamo chiamati a un ruolo di opposizione intelligente
Berlusconi - un'opposizione durissima, non solo in Aula
Casini - Faremo opposizione dura
Calderoli - faremo un'opposizione furibonda


potere di grazia

Ciampi & CastelliRicordate la vecchia questione, sollevata con energia da Marco Pannella, sull'attribuzione del potere di grazia del presidente della Repubblica?

Bene, la corte costituzionale ieri ha accolto il ricorso di Ciampi, ripristinando di fatto, il diritto violato dall'ex-ministro Castelli.

I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato che non spettava al ministro della Giustizia impedire la prosecuzione del procedimento per la concessione della grazia ad Ovidio Bompressi, l'ex esponente di Lotta Continua condannato con Adriano Sofri a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Calabresi. La Corte - rende noto in un comunicato Palazzo della Consulta - ha perciò annullato la lettera del ministro della Giustizia, Roberto Castelli, del 24 novembre del 2004.
Fonte: Corriere.it

Una vittoria tutta Radicale, nel riaffermare la legalità sulla crisi istituzionale più importante degli ultimi anni della nostra repubblica. Spero vivamente che nella stessa direzione, sia risolto il caso dei senatori scippati dall'inaudita applicazione di questa pessima legge elettorale.


cultura domenicale

Dio che torna. In barba ai rosapugnoni
 
I “nuovi laici” (“atei devoti”, teocon, ciellini, talenti in libera uscita e compagni, che dico, camerati di viaggio) testimoniano che l’ora e il posto li decide sempre un Altro, e pure il modo. E che la Modernità in lattine pronte all’uso ha proprio rotto
 
di Marco Respinti
 
Da Massimo Bordin a Daniele Capezzone, i rosapugnoni spernacchiano a ogni occasione comandata la “rinascita della religiosità” che, a loro dire, sarebbe stata erroneamente strombazzata in Italia. E, chissà perché, chiamano a testimoniare il sostanziale 0 a 0 uscito dalle urne delle politiche.
»continua

Si sentiva proprio la mancanza di un altro giornale de cultura. Per fortuna, ci ha pensato Marcello Dell'Utri, con il suo Domenicale.

 


lavoratori

ngoppa