The drunk passion
Finalmente abbiamo capito qual'è la vera passion di Mel G., regista del film cult per ultra-cattolici al tempo duramente criticato per antisemitismo.
Quando improvvisa con la stradale non usa l’aramaico, quando è ubriaco si trasforma nella controfigura del leader iraniano Ahmadinejad.
I più cattivi di noi faticano a scacciare dai pensieri l’antico detto, in vino veritas, ma è bene non indugiare oltre nelle facili accuse, Mel ha evidenti problemi e se ogni tanto si trasforma nell’ennesima arma letale puntata contro lo stato ebraico, dobbiamo rallegrarci che il produttore-regista-attore risieda a Malibu e non in Iran, dove la pena per questo tipo di reato è, appunto, la fustigazione.
Semmai complimenti per il tempismo, Dio (il partito di) è il solo che vive del pensiero di se stesso.
trouble sweet trouble
Tina (così giorgina pronuncia il suo nome) è arrivata in Srylanka, G. è in campeggio, Lc. in piena e perfetta indipendenza.
Per la prima volta dopo non so più quanto, ho del tempo da dedicare (quasi) interamente a me.
Sicuramente non ci riuscirò, non so più come si fa.
Magari dormo.
Ecco, si.
l'Italia dei vapori
E' imminente il voto sul provvedimento d'indulto, che interessa circa 10.000 detenuti, in maggioranza extra-comunitari (molti non parlano nemmeno la nostra lingua, e tra questi c'è chi si toglie la vita perché non ha ancora capito che fine dovrà fare) o persone che non possono permettersi un avvocato.
Nelle nostre carceri, ci sono circa 20.000 persone in più di quanto gli istituti potrebbero ospitarne, per questo motivo il nostro paese è sotto provvedimento disciplinare da parte dell'UE e nel mirino delle maggiori organizzazioni umanitarie, come Amnesty International.
I provvedimenti d'indulto devono ottenere il consenso dei 2/3 del parlamento, Forza Italia, sfruttando l’occasione, ha chiesto ed ottenuto l'inserimento dei reati finanziari nella lista interessata. Ogni commento è superfluo.
Ora, ignorando, nonostante il clamore, tutte le balle di Marco Travaglio, Pancho Pardi, Antonio di Pietro, Leoluca Orlando (fantastica la disquisizione sul voto di scambio, lui, eletto sindaco di Palermo con il 75,2% dei voti) e forcaiolistica varia, vorrei limitarmi a due osservazioni, anzi tre.
- Non confondiamo il reato con la pena, l'indulto interviene sulla seconda, ad esempio, chi è stato interdetto dai pubblici uffici, lo rimarrà, chi non ha subito una condanna, non otterrà alcun beneficio.
- L'indulto non è un provvedimento nato con obiettivi umanitari o caritatevoli, ma come misura sanzionatoria del fallimento di tutti i governi precedenti, nell'assoluta e non più reinviabile emergenza carcere.
- Evocare il nome di Cesare Previti, tanto per offrire alla folla urlante l'immagine strumentale del malaffare, offrendolo in pasto alla rabbia popolare è un operazione sporca e vergognosa, Previti non è in carcere, sconta la sua condanna agli arresti domiciliari, nel suo attico romano, che può abbandonare per più volte al giorno.
Chiedete ad un carcerato quanti previti ha avuto come compagno di cella, vi risponderà con un'alzata di spalle, perché chi commette reati finanziari, in genere può permettersi avvocati molto abili, e il carcere per lui, è al massimo una residenza temporanea.
Ministro di Pietro, lei sbandiera la moralità come un randello, sparla di diritto come e quando le fa comodo, e predilige i doppi ruoli, prima indagante e debitore ora ministro e manifestante.
Se lo dia lei un bel colpo di spugna, si dimetta, risparmierà a tutti l'imbarazzo.
improvvisamente, il mondiale scorso

Una sera d'estate, mentre la squadra del tuo paese sta vincendo i mondiali di calcio, si possono osservare automobilisti a passo d'uomo, scambiarsi sguardi solidali.
Sulla terrazza una coppia di giovani amanti, baciarsi sul lago infuocato dal tramonto, attendere amici che non conoscono la strada e sotto i tavolini dimenticati da gestori frettolosi, un anziano intagliare la sua statuetta di legno.
Non ci sono vigili, polizia o carabinieri, lungo le strade improvvisamente deserte, e se ti togli le scarpe e spegni il condizionatore puoi giocare ad immaginare di essere in paese straniero, con regole e costumi a te misteriosi.
C'è una calma innaturale, d'attesa, la sera della finale dei mondiali di calcio, e le bandiere che attendono il maestrale, potrebbero annunciare una rivoluzione, che televisione e radio diramano a messaggi unificati.
Da li a qualche ora, il popolo si riverserà nelle strade, suonando tamburi e clacson, brindando e abbracciando parenti sconosciuti e turisti attoniti, cantando inni coi loro bambini e sventolando i tricolori.
