Dolcetto, dolcetto

Quest’anno i nostri amici ultra-cattolici mi sembrano più arrabbiati del solito.
Impegnati strenuamente nella difesa delle tradizioni e dei valori cristiani, si scagliano contro la festa di Halloween come mai mi era capitato di leggere.
Avvenire parla di “squallida pagliacciata che desertifica l’intelligenza”, e in quasi tutti i teo-siti, la solfa è identica; dalle zucche vuote, alle pericolose osanna del diavolo, fino a sospettare la festa discotecara di oscure (et laicistiche) strategie atte a diffondere l’esoterismo tra i poveri, ingenui, sprovveduti giovani.
In realtà, sappiamo benissimo tutti come sono andate le cose, ovvero la sostituzione forzata di tutte le (antichissime) manifestazioni di origine pagana, dai Saturnali romani (la vittoria del dio sole Babilonese) al Natale, dal carnevale alla quaresima, ferragosto-assunta, etcetera.
Per Halloween si parla di origine Celtica e sarà Papa Bonifacio IV, nel 610 ad istituire la data per il 13 maggio, spostata poi da Gregorio III o da Sant'Odilone di Cluny secondo altri, all’odierno 1 Novembre.
Ma se l’accusa è di mercimonio, colpa del vil danaro che tutto corrompe, l’indulgenza è di gran lunga un prodotto migliore, specie da quando i nostri simpatici e rissosi amici si sono inventati il purgatorio, trasferendo parte delle opzioni sulle anime dei defunti da Dio alla chiesa.
A paragone, il merchandising di Halloween è roba da piazzisti, con tutto il rispetto per la categoria.

Linus & Halloween