still spring

springA Parigi in un forte inverno scuro
quando il sole era cosa di Provence
quando incontrai il poema
di René Char
io vidi Vaucluse di nuovo
in un'estate di sauterelles
le sue fontane zeppe di petali
il suo fiume gettato
per tutti i luoghi bruciati
di quel mandorlato mondo
e i campi pieni di un silenzio
mentre i grilli cantavano
con le loro gambe.
E nel fragore del sogno del poeta io vidi
nessuna Lorelei sul Rhone
né angeli sbarcati a Marseilles
ma coppie che vanno nude nell'acqua triste
nella profonda lascivia di primavera
in un'algebra di lirismo
che io sto decifrando ancora.

N. 4, Lawrence Felinghetti, photo by june_c_oka


Slobodan

Non ne condivido interamente il contenuto, ma raramente mi è capitato di leggere un post così interessante ed appassionato.
da Babsi Jones Weblog

ottomarzo

ottomarzo

Auguri!


the (real) Simpsons


OOPARTY

Alien parkingCuriosando per un aggregatore di blog, ho notato un articolo che parla di strane coincidenze tra interruzioni di energia elettrica e avvistamenti ufo. Premetto che non sono un fanatico della materia, e nonostante l'affannoso impegno dei vari pieroangela di turno, credo che certi misteri siano attualmente irrisolti, quindi clic, leggo il post.
Meraviglia.
Avete presente quei pazzi scatenati che vanno in giro con strani cappelli di stagnola, preparandosi all'avvento alieno, oppure quei seriosissimi signori che macinano fantastiche (e quanto mai improbabili) teorie cercando di rafforzare le proprie tesi in completi di ottime sartorie? Scordateveli, Marco è di tutto altro genere, di quelli rari e preziosi.
Nel suo blog, OOPARTY, parla di affascinanti e divertentissime cose, di terre piatte e bucate, di patti con gli omini grigi, di succhiatori di capre e di altre, stranissime cose fuori posto, ma il bello è che lo fa in modo laico, scanzonato e assolutamente godibile.
I suoi articoli sfiorano spesso la comicità, con rara auto-ironia, a partire dal sottotitolo; i grandi misteri che ci stanno nel mondo e che nessuno riesce a spiegarli, manco piero angela.
Già da tempo, mi sono convinto ad inserire prevalentemente, su questo mio, collegamenti a piccoli blog, distanti da enfasi mediatiche e/o fenomeni editoriali, non tanto per snobismo, ma perché trovo che i nostri ingenui, controversi, piccoli diarietti, siano ben più interessanti dei blasonati ho-centomila-contatti al giorno e nulla di veramente mio da dire.
Vi piacciono i misteri, cinque minuti di pausa, un giro-in-giro? OOPARTY è il vostro blog, e guardatelo adesso, prima che diventi troppo famoso e perda la sua meravigliosa, ingenua, originalità.

Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio.
Bertold Brecht 


oppela!

po
















Capelli lunghi e sguardo da lupo,
ventun compleanni, mi dicono.
Fratello maggiore qua ultimarrivata,
mi senti?
Buon compleanno Lc.




lo voglio!

ntx
Lo voglio, lo voglio, lo voglio.
Ho già detto che lo voglio?
Lo voglio.


piangere al cinema

buonannoA volte mi capita di piangere, al cinema. Insomma, non proprio di piangere, sapete, non con i singhiozzi e tutto il resto, insomma, sì, quando dal petto ti senti arrivare quella sensazione, quel senso di oppressione che puoi sciogliere solo lasciandoti inumidire gli occhi, con la gola strozzata dal respiro che tratteniamo, tutti quanti, prima di piangere.
Non è sempre strettamente collegato alle emozioni quotidiane, quelle che a volte raffiniamo lasciandole pettinare da rumore esterno, dall'appello alla logica, dall'imbarazzo di cedere a noi stessi, dalla stanchezza, dalla speranza, a volte, mi è capitato di sentirmi gonfiare le palpebre da scene di banalissimi addii o dal pianto di un bambino, roba che insomma, un appena decente pragmatico non tiene nemmeno in considerazione, in situazioni normali.
A volte piangiamo dentro, per non farci vedere dal vicino di posto e più spesso di non volerci vedere cosa siamo, cosa potremmo diventare, se, se, se...
Le lacrime scendono anche se si ha paura di loro, come un biglietto prenotato due volte.
Insieme alla pepsi e ai cappotti con i cellulari che scivolano dietro ai sedili, che poi devi tornare e fare i conti con un mondo che non esiste più, con le luci bianche tra i sacchetti e i popcorns schiacciati.
Una volta ho sentito dire da Umberto Eco che piangere al cinema è una mancanza di creatività, io credo il contrario.
Non proprio di quei casi, rari si spera, che frigni come un agnello cattolico a pasqua, no, ma da far arricciare un poco il naso, aggrottando la fronte, come quando fai piangere un figlio, e tu non puoi piangerci insieme.
Allora in silenzio, al cinema, nel buio, decidi il momento e senti qualcosa di tremolante appoggiarsi alle ciglia, respiri e la pressione diminuisce, la melodia passa ai minori, e la viola si accende mentre l'eroe trova la morte per salvare la vita sul nostro mondo, e da capo voglia di strizzare gli occhi, pressione, carrellata lenta, morale, the end, luci, quanto tempo ci metti a ricomporti? o sei lento e incroci gli sguardi altrui con un in fondo sono un sentimentalone.
Non importa, nessuno va a vedere come vivono gli eroi, dopo, con l'erba da tagliare e commercialista il mercoledì, non importa come, non importa se si piange al cinema, l'importante è esserne capaci.


processori, unitevi

Se il vostro pc rimane acceso per ore senza alcuna utilizzazione, vi consiglio caldamente di farvi un giretto sulle pagine del World Community Grid , dove scaricando un piccola applicazione potrete contribuire alla ricerca scientifica. Sulla traccia del progetto seti@home, il software che eseguirete nei momenti d'inattività del vostro personal computer elaborerà pacchetti di dati, restituendo informazioni vitali per le ricerche bio-medicali in corso. Mentre vi sto scrivendo, 215.421 computer stanno donando parte del loro tempo/processore per due ambiziosi progetti, una cura per l'HIV/AIDS ed una mappa completa di tutte le funzioni delle proteine umane, riducendo di anni il tempo necessario alla tradizionale elaborazione. E se con SETI il vostro pc può determinare la scoperta di una intelligenza artificiale, con World Community Grid, il vostro aiuto potrebbe essere strategico per la cura di terribili malattie. Romantico, utopico? Può darsi, ma non costa nulla ed è uno screen saver originale.

P.S.
Nelle fasi di registrazione, potete unirvi in Team, quello di questo blog è qui.



quindicianni

LondonCiampino, Luthon, King Cross, Finsbury Park, Victoria Station, Trafalgar Square, London Eye, Mac Donald's, Waterloo Bridge, Westminster, Embankment, Tower bridge, donuts, Manor House, quattro ore di sonno in un weekend concitato, il primo volo di G.
Viaggiare con lei è divertente come con una buona amica, G. è curiosa, aperta e disponibile.
Sarebbero serviti altri giorni, ma gli emolumenti a disposizione erano estremamente ridotti.
Il viaggio a Londra è stato gentilmente offerto in occasione dei festeggiamenti del suo quindicesimo compleanno.
Al ritorno, un ragazzo romano ha sintetizzato in una sola espressione il segno dei tempi. Sostenendo che Londra se l'aspettava più strana, ha detto, testualmente, oramai, l'avemo raggiunti.

Tower Bridge