Quotidiani del buco

Oggi, al parlamento Europeo, è stato votato il programma quadro che include al suo interno un piccolo finanziamento (50 miliardi di euro) per la ricerca sulle cellule staminali, raddoppiando però gli investimenti di quello precedente.
Capovolgendo le accuse vaticane al ministro Mussi, ogni italiano ora dovrebbe risentirsi, perché probabilmente, zero, sarà la cifra che questo tipo di ricerca verrà impiegata nel nostro paese. I cattolici insorgono, l’Osservatore Romano ha pubblicato un pezzo allucinante, nel quale, di fatto, si discute sull’opportunità da parte di un ministro della Repubblica, d’intervenire sulle decisioni che riguardano il nostro paese, all’interno delle normative Europee.

Un'indebita intrusione nell'ambito di valori che non sono negoziabili neanche sotto il profilo meramente etico

Avvenire invece, tramite la penna di Francesco Ognibene (!), dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di come l’approccio al problema sia puramente ideologico, iniziando l’articolo con una metafora calcistica, tesa a dimostrare come ad oggi, le cellule staminali adulte, siano già in grado di curare ben 65 malattie a 0, dimenticandosi però di specificare quali.

Intanto però vediamo oltre ogni ragionevole dubbio che il match tra staminali adulte ed embrionali si fa sempre più senza storia, tanto è imbarazzante la distanza tra le applicazioni cliniche tratte dalle une e dalle altre.

Sembra proprio che una certa parte del mondo cattolico, sia sempre più impegnata alla dimostrazione delle sue tesi, che ad una pragmatica valutazione dei fatti, con la novità di un certo nervosismo di fondo, tradotto nei toni, e nell’ingenuità delle nuove balle da rivendere. Di certo, continueranno a sostenere l’esito di un referendum che non c’è stato come ad arrogarsi il 75% degli italiani che non sono andati, e alzeranno il volume delle loro bocche contratte, dalla carità, s’intende.
Intanto il vento è cambiato.


sulla vita non si è votato

Con il ritiro della firma dalla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle staminali embrionali, operato dal ministro per la ricerca Mussi, si è finalmente riaperta nel nostro paese la discussione sulla legge 40, Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Ad un anno esatto dal referendum abrogativo del 12 giugno, fallito per mancanza del quorum necessario, pur con il mutato scenario politico, il clima è rimasto pressoché identico, caciara. Nonostante gli appelli a non trasformare il problema nell’infruttuosa diatriba tra cattolici e non, ogni volta che la tematica viene affrontata, un’alzata di scudi e pretestuosità si sostituisce puntualmente al dibattito. Eppure, vi sono parti della legge che rimangono ad oggi incomprensibili, come l’impossibilità di accedere alle tecniche mediche da parte di coppie non sterili, ma portatrici di malattie ereditarie, l’assurda condanna al perenne (alla modica cifra di 450.000 euro) congelamento degli embrioni sovra-numerali o il divieto di eseguire diagnosi pre-impianto, che di fatto sottrae alla donna la scelta responsabile della maternità, consentendole però l’aborto terapeutico fino al quinto mese di gravidanza. Articoli che operando con semplice logica di buon senso, appaiono assurdi e repressivi, dettati da impostazione ideologica non rappresentativa, ma impositiva e ciecamente dogmatica. Francamente non credo che questo parlamento riuscirà ad annullare gli effetti più deleteri della passata legislazione, l’istituzione della commissione Amato sui temi eticamente sensibili, appare più un modo tutto italiota di scaricare le responsabilità e disarmarne le iniziative, protraendo la controversia sino ad esaurimento interesse, che l’effettiva volontà di affrontare i problemi oggettivamente irrisolti dalla legge. La dichiarazione etica europea contro la ricerca, era stata firmata insieme ad Austria, Germania, Malta, Polonia e Slovacchia. Il 15 giugno, i parlamentari dovranno esprimersi sul finanziamento del VII programma quadro relativo alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, qui la petizione Depositata da Piergiorgio Strata, Direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair'a nome dell'Associazione Luca Coscioni. E così mentre possiamo studiare linee cellulari embrionali, purché non siano state prodotte nel nostro paese, i finanziamenti in tal senso vengono eliminati, osteggiati, come nella proposta di legge Rutelli che avrebbe voluto destinare 50 milioni di euro solo per le linee staminali adulte, confermando l’approccio assolutamente anti-scientifico alla questione. L’opposizione alla scienza, che viene sempre più spesso presentata come antro oscuro e immorale, frequentato da sadici pazzi, è tuttavia a corrente alternata. Ha fatto scalpore in tal senso la notizia del parto prematuro della donna in stato di morte cerebrale, ottenuto con un accanimento terapeutico protratto per 78 giorni, definito necessario dal cardinal Bertone. Bene, le macchine che consentivano a quella donna di restare in vita, sono state staccate senza tanti interrogativi alla Terry Schiavo, dopo il parto, raggiunto lo scopo, gli organi espiantati e donati. Cos’ha reso possibile la nascita? Cosa teneva in vita la donna? Tramite quale disciplina è possibile trapiantare un organo e donarlo ad un'altra esistenza? Che differenza morale esiste tra il dolore di un parto naturale e quello condotto tramite un’analgesia epidurale, quale tra quello farmacologico dell’RU486 e quello chirurgico, nell’interruzione di gravidanza? La disparità mi appare disonesta, ipocrita e confusa, come il titolo dell’articolo di Avvenire, “rispettatelo, per favore il nostro voto”. La questione è ribaltabile, la sofferenza dei malati ai quali si sta impedendo la speranza, le difficoltà di quanti sono obbligati a viaggi all’estero per accedere alla diagnosi pre-impianto perché affetti da talassemia, emofilia, fibrosi cistica, etcetera, non sono da rispettare?
L'anno scorso s'invitavano gli elettori a trascorrere un week-end al mare, personalmente riserbo il mio rispetto per chi allora si è recato alle urne, e sulla vita ha votato.

 


discussione artificiale

gallineHo accolto con un certo stupore l'apertura del Ministro per la famiglia, Rosy Bindi, nei confronti della legge 40, quella sulla procreazione assistita.
Pur rimanendo scettico sulla possibilità che vengano superati dogmi e divieti presenti all'interno dello stesso schieramento di centro-sinistra, è importante che il dialogo si riapra.
Sull'assurdità e violenza di questo provvedimento si è ampliamente parlato, spesso male, orientando la discussione su posizioni confessionali, anti-scientifiche, puramente provocatorie.
Oggi le motivazioni appaiono più chiare di allora, e chi non ha creduto all'improvviso interesse embrionale dei vari Giovanardi, Ferrara, Pera e clericanti annessi, ha potuto osservare l'evoluzione dei veri intenti durante la campagna elettorale, quando il centro-destra ha manifestato impudentemente l'intenzione di riscuotere il debito contrattato al tempo, con i vertici Cei, rincorsi ancor più spudoratamente da una parte del centro-sinistra, sfociata poi nelle catto-candidature della Binetti e  di Bobba.
Naturalmente in questi giorni abbiamo già avuto modo di ascoltare quale sarà il ritornello del prossimo canto, c'è stato un referendum, gli italiani si sono già espressi negativamente a riguardo.
Tralasciando il fatto che le indicazioni referendarie degli italiani sono state spesso disattese, vedi maggioritario, responsabilità dei giudici, uso di droghe leggere, finanziamento pubblico ai partiti e privatizzazione rai, e che quindi si sia di fatto indebolito l'esercizio dell'istituto, riguardo alla consultazione popolare del 2005, le cose stanno in modo leggermente diverso.
Gli oppositori, tuttavia, sostengono che gli italiani hanno, con l'astensione, indicato chiaramente la loro volontà, che non si può procedere contro il non-voto popolare, che le posizioni cattoliche hanno vinto il referendum, come se in una democrazia ci si dovesse preoccupare di chi non solo non intende esprimersi, ma addirittura boicotta il raggiungimento del quorum necessario all'espressione, indicando dal pulpito di recarsi al mare.
Indicando l'astensione ci si è annessi automaticamente quella percentuale di cittadini che non si reca alle urne, disincentivando la partecipazione dei contrari ed eliminando di fatto la riservatezza della scelta.
E se l'ostruzione al quorum rappresenta questi discutibili, ma efficaci vantaggi, invalidando il referendum, la votazione non può avere alcun effetto sulla legislazione, di conseguenza, come se il quesito non fosse mai stato posto, è legittimata ogni iniziativa parlamentare.
Potevate pensarci prima.

infinitamente piccoli

microscopiciSicuramente sto vivendo la punta, il picco massimo del mio anticlericalismo, indubbiamente esasperato dalla ignobile crociata della vulgata cattolica contro il recente referendum sulla legge 40.
Indubbiamente mi aggiro nervoso e ovunque intravedo l'invasione degli ultracristiani, che con i loro baccelloni, da un momento all'altro sostituiranno quel poco di pensante che ultimamente pare circondare lo stato Vaticano.
Blog's, siti, articoli, dichiarazioni, un certo aumento degli spazi televisivi, e io che telefono al commercialista, ti ho già detto d'indicare i Valdesi per l'ottopermille? e poi ci ripenso, sono protestanti ma ci sarà da fidarsi? Senti, l'anno prossimo lo diamo alle comunità ebraiche, ok?.
Per puro spirito masochistico, faccio un giro nelle pagine che più mi hanno innervosito, denigrato, e che ovviamente ora sono tornate a nanna, nel silenzio della loro naturale acquiescenza.
Stasera, dopo la messa al bando di Harry Potter, nella mia insaziabile flagellazione laicista, mi sono imbattuto in Francesco Agnoli, nientepopòdimeno che il figlio del magistrato (Carlo Alberto) che promosse il referendum contro la 194.
Sul chi sia costui, docente di storia a Trento, studioso di filosofia della scienza, ve lo cercate da soli, la rete è piena dei suoi interventi e dei suoi libri, per citarne uno, Storia dell'aborto nel mondo, io per stasera credevo di aver fatto il pieno, finchè non ho letto il suo articolo su avvenire, nel quale si trasforma in biotecnofilosofo per scrivere:

Ebbene, anche la scienza parla abbastanza chiaro. Non predice il futuro, ma constata il presente: da anni le staminali adulte, che presentano il vantaggio di essere multi o pluripotenti, e di essere autologhe (senza quindi necessitare di terapie anti-rigetto), danno frutti concreti straordinari. Diversamente le staminali embrionali, troppo potenti, sfuggenti e misteriose per esse re dominate dall'uomo, non hanno alcuna applicazione pratica e presentano, per ora, solamente rischi e il pericolo di sviluppare tumori.

e ancora

Ebbene, oggi, a più di un mese dal referendum, mentre alcune aziende di biotecnologie hanno visto naufragare i possibili e lauti guadagni derivanti dalla sperimentazione occisiva sugli embrioni, la scienza non ha invece subito alcuno stop. Anzi, continua a procedere, confermando la straordinaria potenzialità delle staminali adulte. L'ultima notizia, infatti, è che sembra possano rivelarsi, nel giro di alcuni anni, "una fabbrica di farmaci" soprattutto per la per sclerosi multipla, ma anche per ictus, traumi midollari e tumori.

ancora?

La scoperta, oltre a riconfermare la bontà logica e scientifica della posizione astensionista, e la saggezza "semplice" della signora di cui sopra, fa ben sperare per il futuro di quella ricerca che sta a cuore a tutti noi. Ma dovrebbe anche limitare la spocchia e l'arroganza di quanti, di fronte alla vita, affermano e rivendicano un controllo e un dominio sregolato ed assoluto. Valga, ad appianare la montagnola della loro superbia...

vado a dormire, anzi no, ancora un colpetto dai...

L'aspirazione a impossessarsi della natura in senso prometeico, cambiandole i connotati, diventa forte dopo il Medioevo, con Marsilio Ficino, Giovan Battista Dalla Porta, Paracelso. Dalla Porta, per esempio, si dedica alla sperimentazione genetica sui cavalli. Alla corte di Rodolfo II, imperatore a Praga, i seguaci di Paracelso fanno putrefare il seme maschile nel ventre equino col demenziale o proposito diveder "nascere un vero e vivo fanciullo umano". Il sovrano, probabilmente pazzo per una tara genetica, si circonda di feti mostruosi conservati sotto vetro, s'interessa di uomini pesce e bambini rettili, incita la sua accolto di stregoni a pastrocchiare con gelatine, corna di bue, veleno di rospi. L'opus magnum di questi maghi è rappresentato da un bambino dentro l'alambicco. Ci siamo arrivati".

Il Giornale, 19/9/2004

Certamente sto esagerando, mi preoccupo eccessivamente, chiunque dotato di buon senso ed un briciolo di onestà intellettuale può riconoscere la violenza e le stupidaggini che infarciscono questi articoli, chiunque.
Nonostante tutto questa gente mi fa paura.


brutto tempo

embrioni d'italia
No, non è un incubo, e nemmeno satira.


questioni di quorum

I dati stanno arrivando, il quorum non è stato raggiunto, i dati parziali indicano un 25% di affluenza alle urne dove si è votato su 4 quesiti parzialmente abrogativi della legge n. 40.


Inutile girarci intorno, sono furente, incazzato nero, in questi giorni farei bene a restarmene a casa, evitando gesti e toni inconsulti, forse non dovrei nemmeno scrivere.
Balle.
Il mio umore si alterna tra l'amarezza e la rabbia.
L'amarezza di dover constatare che vivo in un paese dove la maggioranza delle persone si è dimostrata insensibile e arretrata, la rabbia di dover sottostare alla nuova sharìa italiana, quella che non fa distinzione tra reato e peccato.
Cerco di lasciare libero il pensiero, ma inevitabilmente lui ricorre alle tante difficoltà che hanno segnato questo referendum, la faticosissima raccolta delle firme, la bocciatura del quesito interamente abrogativo, la poca informazione spesso pilotata, la timidezza dei Ds, l'invito all'astensione da parte di tanti rappresentanti istituzionali, le scorrettezze degli insegnanti e gli ordini da sacrestia, le intimidazioni, le accuse assurde, le aggressioni gratuite, il voto sotto controllo, la data balneare e il quorum gonfiato.
Da oggi, mi sento di vivere in un paese un poco meno civile di ieri.
E la rabbia aumenta, quando vedo che su quella bacheca è rimasto solo l'invito a non votare, monta, quando leggo esultare i pasdaran dell'intolleranza.
E ancora amarezza, quando i giornali internazionali commentano che simili restrizioni esistono solo in italia, the pope, bla bla bla.
Ce l'abbiamo messa tutta?
Bè, non è bastato, noi abbiamo perso e loro vinto e a poco ci servirà lamentare che non hanno nemmeno giocato, limitandosi a trattenere la palla nella loro metà campo fino al fischio dell’arbitro, questo non cambierà le cose.
Legittimo, legittimo, legittimo.
Legittimo, si, ma che brutto spettacolo.

Mi ricordo i motivi che hanno spinto tanta gente a impegnarsi contro questa legge ingiusta.

 

La ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, uno dei campi più promettenti della medicina, è di fatto vietata, non è possibile crio-conservare un embrione sovrannumerale nemmeno per successivi impianti.

Una coppia non sterile, portatrice di malattie genetiche o del sangue, non può accedere alle tecniche di fecondazione assistita. Possono farlo solo coppie sterili che conoscano i motivi certi dell'infertilità e che abbiano già percorso tutte le altre soluzioni terapeutiche.

Qualunque sia la condizione di salute della donna, la sua età o il suo stato psicologico, è possibile utilizzare un massimo di tre embrioni, costringendola così a dosi pericolose di stimolazioni farmaceutiche, sottraendo al medico il principio di poter agire per scienza e coscienza.

La teoria che l'embrione appena fecondato sia una persona, ora è legge. Non è possibile effettuare indagini pre-impianto, ma amniocentesi e villocentesi al 4° mese e abortire entro il 5° mese di gravidanza. In caso di embrione malato o malformato, la donna non può ripensarci e il medico è obbligato a procedere con l'impianto.

Una coppia dove il partner maschile sia completamente sterile, non potrà ricorrere ad un donatore esterno.


Queste sono le ingiustizie contro le quali ci siamo battuti.
E qui rimarranno, fino a che queste norme assurde e violente non saranno cancellate.

Perchè abbiamo perso, e ovviamente non possiamo fare altro che accettare la sconfitta, ma trattandosi di speranza, progresso e civiltà, non dobbiamo né possiamo arrenderci.


meteo

12 giugno 2005
Perturbato
Nuvolosità irregolare con possibili locali rovesci. Temperature stabili.


Oggi è una splendida brutta giornata.
Firulì, firulà.


Sacro Quorum

sacroquorumNel segreto dell’urna Dio e l’embrione soppresso ci vedono, i referendari no.
Non conosco il diritto canonico, ma non vi è dubbio che l’ipotesi di scomunica sia tutt’altro che peregrina.

Roberto Calderoli, 9/6/05 - Ansa


Vorresti votare, lo so, ma proprio non ti va di affrontare l'interminabile discussione con don Peppe, il parroco della comunità che frequenti da tanto tempo e alla quale sei affettivamente legato.
Tanto per complicare le cose, Luisa ti guarda con fare sospetto chiedendoti se sei veramente convinto, “perché altrimenti è meglio che ci vai e buonanotte”, e lascia sottintendere mica velatamente che se viene a sapere che sei andato, di certi giochetti te ne puoi scordare.
Capisco che pur essendo certo dell’assoluta carità delle tue scelte, e particolarmente imbarazzato dalle parole di Ruini, ti secca di dover affrontare un pistolotto interminabile incentrato sull’origine della vita nell’universo, tu che abiti in piccolo centro dove quel ficcanaso sa sempre tutto di tutti e che rischi di perdere il posto nelle partite domenicali di pallavolo.
Nessuno ti obbliga a dover affrontare uno scontro di civiltà con quei mulini a vento, basta solo un pizzico di accortezza.

1. Non andare a votare alle 21.45, a quell’ora ti sgamerebbero immediatamente tipo mosca bianca su sfondo velluto nero, vacci semmai alle 10, quando tutti sono a messa, e giustifica la tua assenza alla funzione dicendo che hai un virus e non te la sentivi di contagiare tutti.
2. Vai a votare alle 13.30, pochi credenti rinunciano al pollo-con-le-patate domenicale, e se incontri qualcuno al seggio puoi sempre dire che sei preoccupato per l’imminente raggiungimento del quorum e hai chiesto a Gino, che fa lo scrutatore, come sta andando l’affluenza.
3. La cosa migliore è sempre recarsi alle urne nel momento di massima punta, procurati una copia di Avvenire e del Foglio che fa impegnato, una di famiglia cristiana, un cartoccietto di pastarelle e incurante, confonditi nella folla di mezzodì, ti assicuro che sarai invisibile.
4. Se proprio il posto in cui vivi è strategicamente presidiato dal nemico, e i punti 1,2 e 3 sono impraticabili, vai a votare Lunedì, verso le 9.30, inventa una scusa incontrovertibile, un bollettino postale scaduto o l’anziana zia afflitta da tachicardia, loro terranno d’occhio più che altro la domenica che è il giorno del signore.
5. Evita accuratamente occhiali da sole, cappelli e travestimenti vari, allo specchio, prova per qualche minuto la faccia da “è una bellissima giornata che nostro signore ci ha regalato” e indossala per tutto il tragitto.
6. Se proprio devi, ricorri al ricatto, e rammenta bene tutte le scappatelle di quei tre o quattro piantoni che potresti incontrare. Non avere nessuna pietà, nel caso tu venga scoperto, racconteresti di quella volta che li hai sorpresi in macchina con i finestrini annebbiati dalla condensa, o di quando hai intravisto dalla finestra il farmacista mentre provava dei body salmone.
7. Ultima ratio, preparati al peggio. Se ti beccano, dovranno redimerti e al massimo potrai fare finta di essere veramente pentito, tanto c’è sempre la confessione, tu ricordati che sei nel giusto. Cristo ha detto che lui è venuto per dividere e tu l’hai preso sul serio, del resto sai di essere solo uno strumento nelle mani del Signore, come S. Giuda ma senza l’epilogo, perché oramai nel 2005, è anche difficile trovare una bella quercia che possa sorreggere tutti quei grassi e polifosfati che ti strafoghi.

E poi non preoccuparti più di tanto, andando a votare, incontrerai molti altri praticanti come te, con i quali potrai ritrovarti a bere ricordando l’avventura, e magari anche Sonia, che in completa ammirazione del tuo coraggio, sostituirà vantaggiosamente quella scassapalle di Luisa.


ossidiana

Non facciamoci illusioni: dentro le celle in cui sono congelati migliaia di esseri umani come noi balena la lama di ossidiana dei sacerdoti aztechi.
Scintillano i fuochi di Bahal.

In sfondo verde lega, aggraziata da risvolti lirici, la nostra dose di astensione quotidiana:

fattisentire.net


direzione ostinata e contraria

La rivista Adista è impegnata a diffondere i contenuti di un appello per la libertà di coscienza al referendum sulla procreazione assistita.
Tra gli aderenti si può notare il nome di suore e sacerdoti, tra i quali don Gallo, fondatore della comunità San Benedetto al porto di Genova, il quale non si è limitato ad apporre la sua, ma ha addirittura partecipato al convegno organizzato dalla fondazione di cui sopra.

Da qui, la lettera di Mons.Luigi Paletti, vescovo di Genova:

Reverendo don Andrea Gallo
Le affermazioni in questi giorni riportate dai mezzi di comunicazione e a Lei attruibuite, circa temi inerenti la tutela della procreazione e della vita umana e l'obbedienza al Magistero della Chiesa, come pure precedenti esternazioni irriguardose sul compianto Giovanni Paolo II e sul nuovo Papa Benedetto XVI, hanno suscitato non poco sconcerto tra i fedeli.
Inoltre, alcuni giorni fa, risulta che, invitato a prendere parte ad una pubblica manifestazione, nel territorio della diocesi di Reggio Emilia, Lei sia stato anche pubblicamente contestato a causa delle Sue affermazioni.
Tenuto conto della responsabilità che ogni sacerdote ha di garantire che il proprio insegnamento sia sempre conforme alla dottrina della Chiesa, e considerata la gravità delle affermazioni apparse sulla stampa, con la presente Le comunico che, per mio tramite, l'Arcivescovo, Card. Tarcisio Bertone, Le chiede di fare chiarezza su quanto attribuitoLe, smentendo le notizie apparse e/o rettificando pubblicamente, anche a mezzo stampa, le affermazioni da Lei eventualmente pronunciate o a Lei erroneamente attribuite.
Considerato che già nel passato l'Arcivescovo L'aveva richiamata in merito ad analoghe posizioni da Lei assunte, Le comunico che, se quanto sopra richiesto non avverrà prontamente nei prossimi giorni, si vedrà costretto a prendere i provvedimenti canonici del caso.

Mons. Luigi Palletti
Vescovo Vicario Generale
Genova, 1 giugno 2005


la risposta di Don Gallo:

Eccellenza Reverendissima,
Le dirò francamente che avrei preferito una lettera del Cardinale, mio Vescovo e mio Padre. Speravo, come vecchio, un incontro all’insegna della Carità e della correzione fraterna.
Dico questo, non certo per mancanza di rispetto alla Sua Persona di Vescovo e Vicario generale, “alter ego” dell’Ordinario.
Rispondo alla Sua lettera del 1 Giugno u.s. con serenità, per nulla preoccupato dei fraintendimenti, delle false interpretazioni, delle accuse generiche, di cosiddette esternazioni “irriguardose” e soprattutto non mi sfiorano i provvedimenti freddamente da Lei annunciati.
Conosciamo molto bene, se vogliamo essere onesti, lo “sconcerto” di certi fedeli, sempre fautori di chiusure e non di “dialogo” aperto e sincero.
Mi dispiace dover ricordarLe, ad onor del vero, che l’Arcivescovo non mi ha mai “richiamato” in merito ad analoghe posizioni, da me assunte nello specifico del referendum.
Dopo la Sua sollecitazione, Eccellenza, cercherò pertanto di “fare chiarezza”.
Con responsabilità presbiterale ho seguito con attenzione l’evolversi della situazione referendaria.
Dopo l’approvazione “blindata” della Legge 40/2004 era logico attendersi l’insurrezione laica.
Ho riflettuto molto sui Documenti del Vertice della CEI (sono abbonato all’Osservatore Romano).
Dopo la decisione di puntare tutto sull’astensione da parte dei Vescovi, ho cominciato da Marzo a meditare, pregare e riflettere.
Mi sono consultato con religiosi, religiose, con tante sorelle e fratelli cristiani, con giuristi e, per amore alla Chiesa, ho cercato di portare il mio contributo per evitare confusioni, steccati, muri contro muri, sempre alla luce del sole.
Non ho mai sostenuto il “Comitato del SI” e tanto meno la Lista Pannella.
Ho sempre agito libero ed indipendente.
A Rio Saliceto (Reggio Emilia) c’è stato un dibattito in piazza, aperto a tutti gli interventi. Quale contestazione? L’incontro è terminato tra gli applausi della stragrande maggioranza.
Inoltre ho sempre rispettato le ragioni del NO.
Non si può negare che la “proposta” dell’astensione, così difesa dai Vescovi, non abbia procurato “disagio” profondo anche nella vasta comunità dei credenti e tra numerosi non credenti che guardano alla Chiesa con gioiosa speranza.
Ho sempre difeso, con forza, la legittimità e il dovere pastorale della CEI, di esprimersi su temi così delicati, inerenti la tutela della procreazione e della vita umana.
Come portavoce di tanti cristiani ho tentato, consapevole della mia pochezza, di parlare con la mia Chiesa, proponendo un comportamento d’ardimentosa chiarezza.
I cattolici, dicevo, accettino con fierezza il confronto referendario. Gridavo: mettiamo in campo le nostre idee, i nostri principi, forti delle indicazioni del Magistero, tastiamo il polso alla società. Il cristiano non fugge dalla storia, dalla “polis”, dalla città degli uomini.
Riapriamo il dialogo nelle nostre Chiese, chiedevo sommessamente, attorno al Vescovo, vicino alla Croce.
Recentemente ho sempre ricordato la prima Omelia di Benedetto XVI nella Cappella Sistina, dove è stato ripreso il valore del Concilio Vaticano II. Il Concilio del dialogo, dell’apertura al mondo e alla sua laicità. Il Concilio della “Gaudium et Spes”.
Non commettiamo l’errore, ripetevo, di schierarsi dietro le sicure “barriere” della disciplina ecclesiastica. “Non abbiate paura”, dicevo col Papa.
Chiedevo ai Vescovi di distinguere tra obbedienza, acquiescenza o servilismo.
Non m’importava di essere definito ingenuo, provocatore, scandaloso. Come presbitero da 46 anni, lanciavo un grido d’amore alla Chiesa in cui credo e amo.
Non penso si voglia andare verso uno Stato teocratico. E’ fondamentale pertanto rispettare la divisione dei ruoli fra la Chiesa e lo Stato con le sue Leggi.
Basterebbe citare l’articolo 98 del Testo Unico della Legge Elettorale, completata con la numero 352 del 1970, riguardante i referendum: “A Ministri, a prelati è vietata la propaganda astensionista”.
Per sintetizzare tutti i miei modesti interventi, vorrei citare la mia chiusura della trasmissione al TG3 del 30 maggio u.s.: “Il Genus della democrazia è il voto”.
Penso sia nostro compito evangelizzare le coscienze. Non credo ci si possa riuscire cercando scorciatoie, calcoli, giustificazioni.
Tra pochi giorni molti cattolici, ubbidendo all’astensione, saranno a posto con la loro coscienza. Si sentiranno dalla parte giusta perché hanno scelto la vita. Tutti gli altri che, con la loro coscienza, andranno alle urne, dovranno convincersi che sono dalla parte sbagliata?
Il Cardinale Tettamanzi ha affermato: “Non scomunichiamoci a vicenda”.
Ponendo il problema tra chi è per la vita e chi no, si fa della Legge (sempre mutabile) un assoluto e si rischia di trasformarla in verità di fede.
I principi evangelici, le profonde indicazioni morali del Magistero, non cadono per un confronto elettorale.
Continuo a coltivare una visione del mondo tenera e coraggiosa e soprattutto ho imparato a tenere nel massimo rispetto l’autodeterminazione di tutte le persone, con la loro libertà di coscienza. E’ dottrina certa.
Solamente in tempi recenti la scienza professionale ha cominciato ad interrogarsi seriamente sulla liceità di strani comportamenti, di certe gravi manipolazioni.
Auspico, dopo questa fase, che si esca dalla contrapposizione cattolici-laici, che è priva di senso. Mi aspetto, con tanta speranza, un incontro fecondo tra Fede e Scienza.
Tutti alla ricerca di una rigorosa regolamentazione, di una medicina calda e umana, con rispetto e reciproca fiducia.
Con tutta sincerità, non Le nascondo che andrò a votare in piena coscienza e con molta sofferenza. Confortato per aver rispettato, fin dall’inizio, gli astensionisti, senza intralciare né tanto meno boicottare, la loro massiccia propaganda in tutte le Chiese.
A questo punto, mi devo considerare uno sconfitto o un perdente?
Infine, se questa mia modestissima azione democratica, sarà configurata grave disobbedienza al Magistero, senza erigermi a vittima, accetterò con semplicità i “provvedimenti canonici” del caso.
Rispettosamente devotissimo

don Andrea Gallo
Coordinatore della Comunità San Benedetto al Porto
Genova, 03 giugno 2005


Sono lieto e rincuorato che vi siano uomini come don Gallo, e donne e cattolici che credono in altre modalità per educare le coscienze, che pur rischiando di sacrificare tutto, confermano ogni giorno la loro scelta, nel dialogo e nella tolleranza, nella pietà e nella carità, rifiutando facili imposizioni e dettati, e come diceva il suo amico Fabrizio De André, camminano in direzione ostinata e contraria.