Si avvicina al cestino della spazzatura, sorridendo come avesse appena fatto una marachella.
Tiene il succhiotto tra le mani e ride.
Ci fissa in silenzio per ottenere la giusta attenzione al gesto che sta per compiere, poi alza il braccio rigido e lo lascia scivolare tra le dita, il ciuccio finisce nel secchio tra le cartaccie e gli spaghetti al pomodoro.
Così mentre termina il legame con il suo primo feticcio, si lascia avvolgere dal dubbio chi sa di aver fatto la cosa giusta e trema di paura cercando di allontanare il domani.
Rimane immobile qualche secondo, il sorriso ora è più forzato, in attesa che in bocca si formi il sapore dell'inevitabile.
Cara Giorgina cresciuta in fretta.
Molte cose sono cambiate di questa manciata di anni, molte ancora in questi pochi mesi.
Persone e amici che se sono andati, sentimenti perduti e ritrovati.
Più dolori, forse, ancora in attesa di definitiva trasmutazione.
Questo blog è stanco di raccontare, e s'impegna pubblicamente a vivere.
Immancabili affettuosi saluti per gli spettatori interattivi e non.
I really want you to stay but I know you have to go
I really want you to stay but sometimes it doesn't show
I really want you to stay but I know you have to go
I really want you to stay let the conversation flow
I really want you to stay but I know you have to go
I really want you to stay but sometimes it doesn't show
I really want you to stay but I know you have to go, have to go again
Just Jack, Mourning Morning

Ancora non ho capito bene come sia potuto succedere.
Una meraviglia, continua.
Di certo, sono una delle tante rappresentazioni di quella famiglia che fa scoprire i canini al papa e codazzo.
Quel tizio vestito di bianco si fregia di una condizione che lui stesso si nega, perchè se papa significa padre, io lo sono davvero e più di lui.
Infatti, ho anche l'accento.
Tanti auguri figlia piccina.